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Autonomia, M5S e Pd: “Toti e la maggioranza sono confusi, referendum o trattativa?”

Prosegue il dibattito tra le forze politiche in Regione. E la Lega insiste sul referendum

Liguria. “Meglio tardi che mai: anche il Partito Democratico, seppur in ritardo di mesi, si è accorto dell’importanza del tema autonomia in Liguria e delle potenziali risorse che attrarrebbe sul territorio”. Lo afferma Fabio Tosi, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria. Tra le forze politiche in Regione prosegue il dibattito, non senza polemiche, sul tema dell’autonomia dopo i referendum consultivi in Veneto e Lombardia.

“La proposta del Pd è per certi versi di buon senso e, a differenza di Toti, assolutamente realista sui numeri. Quello che lascia perplessi è l’approccio dei dem al tema, sprezzante nei confronti del referendum e decisi a trattare direttamente col governo, come se le due strade fossero in contraddizione: la partecipazione popolare è sempre una buona cosa e, semmai, rafforzerebbe ulteriormente la posizione della Regione in un eventuale negoziato con Roma sull’autonomia ligure. Evidentemente se il referendum lo propongono loro è una vittoria della democrazia; se lo propone il MoVimento 5 Stelle è demagogia. È ora che il Pd faccia una volta per tutte pace con se stesso: in Veneto e in Lombardia si schiera a favore del referendum, in Liguria e in Emilia Romagna chiede di avviare direttamente una trattativa col governo. La Liguria ha bisogno di scelte chiare, trasparenti e coraggiose, non di giochini politici e propaganda. E lo stesso vale per Toti, che nei giorni pari è per il referendum e nei giorni dispari per la trattativa, a seconda di come tira il vento e degli equilibri politici all’interno di una coalizione di centrodestra sempre più lacerata e traballante”.

“La nostra proposta di deliberazione per l’indizione di un referendum è nei cassetti della Regione e attende di essere discussa e votata in Consiglio regionale. Siamo pronti a discutere con tutte le forze politiche, a partire dall’ottenere un maggiore gettito fiscale, e quindi più competenza, sui nostri porti. Risorse e introiti quantificabili in 300-400 milioni di euro che andrebbero reinvestiti subito contro il dissesto idrogeologico, prima e vera emergenza di una regione fragile come la Liguria, e in un secondo tempo sulle infrastrutture necessarie a togliere dall’isolamento la nostra regione, in primis il raddoppio ferroviario a Ponente. Siamo di fronte a un’occasione storica che la Liguria non si può permettere di perdere” conclude Tosi.

E sul tema dell’autonomia oggi la maggioranza rilancia: “Oggi ho chiesto al Presidente della prima Commissione consiliare Angelo Vaccarezza di calendarizzare, per la prima seduta utile, la nostra proposta di deliberazione sull’indizione del referendum consultivo concernente l’iniziativa per l’attribuzione alla Regione Liguria di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116 (III comma) della Costituzione” dice il capogruppo Lega Nord Alessandro Piana.

“Il voto è la più alta espressione della democrazia. D’altronde abbiamo già constatato in Lombardia e Veneto come la popolazione sia particolarmente sensibile a questo tipo di referendum, che quindi auspichiamo venga fatto al più presto anche in Liguria. Altre Regioni, che vogliono l’autonomia, stanno seguendo percorsi analoghi al nostro”.

E il Pd, per bocca del capogruppo Raffaella Paita, afferma: “Adesso ne abbiamo la certezza: Toti e la Lega Nord sono divisi sulla questione dell’autonomia. Mentre il presidente della Giunta ligure dice di voler seguire la linea dell’Emilia Romagna, avviando una trattativa col Governo per l’applicazione dell’articolo 116 della Costituzione, il capogruppo del Carroccio in Regione Alessandro Piana chiede al presidente della I Commissione Vaccarezza “di calendarizzare, per la prima seduta utile” la proposta di deliberazione della Lega Nord “sull’indizione del referendum consultivo concernente l’iniziativa per l’attribuzione alla Regione Liguria di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia”. Piana auspica che il referendum “venga fatto al più presto anche in Liguria” e quindi sconfessa ufficialmente la linea del suo presidente. La Lega preferisce spaccare la maggioranza e costringere la Regione a spendere alcuni milioni di euro pubblici per un referendum, invece che tentare la strada più rapida e senza costi per i liguri della trattativa col Governo”.

“Di fronte a quest’intervento, oggi più che mai, Toti deve rispondere alle domande che gli poniamo da parecchi giorni: da che parte sta? Cosa intende fare sull’autonomia e che linea ha deciso di seguire? L’unico modo per ottenere l’autonomia portuale è avviare la trattativa col Governo. Se il presidente della Giunta preferisce accontentare l’azionista di maggioranza della sua coalizione – la Lega Nord – rischiamo di non concludere nulla e di buttare via soldi e tempo” conclude Paita.

Commenti

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  1. Scritto da manuelo

    Un referendum inutile dal valore prettamente propagandistico.