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Anziani truffati a Savona, due arresti dei carabinieri

In manette due pregiudicati, 20 "colpi" messi a segno in 15 giorni

Savona. Si fingevano carabinieri o avvocati e telefonavano e raccontavano alle loro vittime di brutte vicende accadute ai propri congiunti, paventando gravi conseguenze, riuscendo a condizionarli e ad indurli a consegnare denaro contante e monili in oro, quale corrispettivo per la riparazione di un danno immaginario, nelle mani di un terzo complice che si presentava presso l’abitazione del truffato. Questo era il modus operandi di due fratelli napoletani che hanno colpito anche nel savonese il 16 marzo scorso, una serie di truffe perpetrate a vasto raggio in tutto il territorio nazionale, in soli 15 giorni.

I due, E.L. classe 81 e E.C. classe 85, sono stati arrestati nell’ambito dell’indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Osimo, che hanno ricostruito l’azione della coppia ora in carcere per il reato di associazione a delinquere finalizzata all’estorsione ed alla truffa continuata aggravata in concorso.

I due riuscivano a creare forte preoccupazione e angoscia nelle persone anziane e vittime della ben orchestrata truffa, le quali rimaste condizionate, imbarazzate e coinvolte dall’affetto per i propri congiunti cadevano nella rete degli impostori. Ma i carabinieri, ricevute le prime denunce, dopo una serie di indagini tecniche e di numerose utenze e celle telefoniche, e grazie alla visione delle telecamere dei vari comuni, sono riusciti ad incastrare i due fratelli, ora rinchiusi in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’ammontare del danno causato e profitto illegale ammonta ad oltre 120.000,00 mila euro tra denaro contante e monili in oro. Parte della refurtiva è stata recuperata e restituita alle vittime degli ultimi raggiri, ma le verifiche cominciate da marzo 2017 hanno fotografato un fenomeno molto più ampio ed un arricchimento molto più cospicuo. Il copione era sempre lo stesso, con la variabile dell’avvocato al posto del maresciallo dei carabinieri, e la truffa veniva replicata sistematicamente a ritmi regolari tanto da mettere in atto un vero e proprio “pendolarismo criminale”.

Nell’ambito dell’operazione sono stati sequestrati anche svariati telefoni cellulari utilizzati per contattare le vittime, ed un navigatore satellitare che indicava i luoghi raggiunti per compiere la loro attività illecita.

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