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Accusato di “assenze ingiustificate” dal lavoro: dipendente Ata Spa condannato

A giudizio c'era Luigi Cavaliere che inizialmente era stato licenziato dall'azienda, ma oggi è stato reintegrato in servizio

Savona. Si è chiuso con una condanna a sette mesi di reclusione e 100 euro di multa il processo che vedeva a giudizio Luigi Cavaliere per truffa a danno di Ata Spa, l’azienda multiservizi savonese. La vicenda finita al centro del procedimento penale è la stessa per la quale, il 14 settembre del 2015, Cavaliere era stato licenziato (oggi è stato reintegrato in servizio) da Ata Spa insieme ad un collega.

Cavaliere, che è assistito dall’avvocato Paolo Brin, doveva rispondere di tredici episodi di presunta assenza ingiustificata dal lavoro. In particolare, secondo la tesi della Procura, durante il suo turno di lavoro il dipendente di Ata si sarebbe dedicato ad attività non inerenti al servizio per periodi di tempi più o meno lunghi (si parla di assenze dai 12 ai 68 minuti). Un comportamento che, secondo i calcoli degli inquirenti, avrebbe prodotto un danno ad Ata Spa (che non si è costituita parte civile nel processo) quantificabile in circa 300 euro.

Le accuse contestate facevano riferimento a presunti “abbandoni dal lavoro” monitorati nei mesi di marzo, aprile e agosto 2015. Era stata proprio Ata a far seguire i suoi dipendenti sospettando che ci fossero delle irregolarità. Accuse dalle quali l’imputato, ma anche il collega licenziato insieme a lui, Dario Lavagna, si sono sempre difesi.

A Cavaliere, per esempio, veniva contestato di essere andato a fare la spesa in un negozio di frutta e verdura durante l’orario di servizio, ma, secondo la difesa, era lì per ritirare le cassette vuote come prevedeva il contratto di Ata. In un’altra occasione è accusato di essere andato in un centro commerciale però – questa la tesi difensiva – stava ritirando le pile esauste.

Per conoscere i motivi della decisione del giudice Laura De Dominicis (che ha inflitto una pena meno severa rispetto alla richiesta – sedici mesi di reclusione – del pm) bisognerà attendere sessanta giorni, ma l’avvocato Brin ha già annunciato che impugnerà in appello la sentenza.

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