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Accreditamento sanitario, botta e risposta tra Pd e l’assessore Viale

Discussione sul piano sociosanitario dopo la commissione regionale

Liguria. Ampia discussione in commissione regionale sulla sanità con al centro l’accreditamento sanitario delle strutture residenziali e ambulatoriali che si occupano di anziani, disabili, malati psichici, persone con diverse dipendenze, adulti e minori.

Le richieste avanzate dalle associazioni consentirebbero di allineare il personale attualmente dipendente alle nuove regole proposte dalla Giunta regionale. “Se così non sarà non verranno garantiti gli attuali livelli occupazionali, per esempio quelli di assistenti sociali ed educatori con inevitabili licenziamenti – afferma il gruppo Pd in Regione Liguria -. Queste nuove regole sono in contraddizione con il sistema delle tariffe proposto dalla Regione e rappresentano il vero vulnus negativo dell’azione regionale, perché danneggiano l’economia degli enti gestori e, in tempi medio-brevi, causeranno la chiusura delle strutture con pochi posti letto, ciò a scapito soprattutto delle comunità dell’entroterra. Ma in special modo determineranno un aumento dei costi assistenziali a carico delle famiglie”.

“Tutto questo, purtroppo, è già stato scritto nel nuovo Piano sanitario, che ha messo tra le voci “risparmio” proprio le attività di cura e assistenza dei malati cronici”.

“Il piano sociosanitario tutela l’occupazione senza tagliare i servizi ma rimodulando l’assistenza sulle reali esigenze della persona” è stata la risposta del vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale, che ha replicato alle critiche del Partito Democratico in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie e sociosanitarie.

“Il piano sociosanitario – aggiunge la vicepresidente Viale – fa finalmente chiarezza su chi fa che cosa, evitando, ad esempio, che un operatore sociosanitario svolga compiti da infermiere come effettuare una flebo a un paziente, con tutti i rischi che ne conseguirebbero per entrambi dal punto di vista legale e sanitario: in questo modo si tutelano sia gli operatori sia gli assistiti”.

L’assessore alla Sanità rimanda al mittente anche l’accusa di “scaricare i costi sulle famiglie”: “Il piano sociosanitario – spiega la vicepresidente Viale – prevede semplicemente la rimodulazione dell’assistenza in base alle reali esigenze dell’assistito: una valutazione che sarà effettuata, contrariamente a quanto insinua il Pd, da una equipe medica, anche con il parere del responsabile della struttura. Voglio ricordare all’opposizione che le norme in materia di autorizzazione e accreditamento attendevano una revisione visto che risalivano al 1999: questa Giunta le ha aggiornate e semplificate per dare un più efficace strumento agli operatori preposti alle verifiche, a garanzia delle famiglie, degli anziani ospitati nelle strutture oltre che dei bambini negli asili. Voglio quindi esprimere soddisfazione per il lavoro che l’assessorato ed Alisa hanno svolto di ascolto degli enti gestori e del Consiglio regionale”.

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