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Lettere al direttore

Abusivo il dehor del bar del tennis club di Loano, Siccardi: “La burocrazia fa scempio della ragione”

"Il Club dovrà fare a meno di parte della sua struttura utilizzata per dare vitto ai suoi piccoli atleti e spazi di ricreazione a soci ed avventori"

In Italia (da fonte ISTAT) si sono rilevati, solo nell’ultimo anno, abusi edilizi per circa 17 mila immobili, con picchi nel solo sud di 60 immobili su 100.

Lo Stato di fronte a cifre del genere manifesta la propria integerrima natura che, ahimè, si dissolve, tra ricorsi, sanatorie e diffusi condoni, spesso in un nulla di fatto.

Loano invece in totale controtendenza non si ferma, ed in poco meno di novanta giorni un presunto abuso edilizio è stato già di fatto demolito. Il Tennis Club Loano, da oggi, dovrà fare a meno di parte della sua struttura; utilizzata principalmente per dare vitto ai suoi piccoli atleti e spazi di ricreazione a tutti gli altri soci ed avventori.

L’eco-mostro di 40 mq. è stato cancellato (veranda), da domani, in virtù di una legge del 1938, il vincolo paesaggistico verrà ripristinato, nessun intralcio verrà più opposto alla vicina via Aurelia, così come potranno continuare a transitare in sicurezza i velocissimi treni liguri dell’adiacente ferrovia.

Insomma, chi oggi si lamenta che in Italia non esiste la certezza della pena non potrà che esultare di fronte a tanta severità.

Qualche burlone potrà eccepire, si sa in Italia non siamo mai totalmente soddisfatti, che negli ultimi anni non tutte le costruzioni adiacenti alla via Aurelia, vicine alla ferrovia e soggette a vincolo paesaggistico, hanno dovuto preoccuparsi di così tanto energico rigore.

Di fatto è bastato un marziano, non si sa come sbarcano a Loano che fa un esposto in Procura, un solerte Vigile parte ed accerta l’ipotetica inflazione, che arriva al preposto Ufficio Tecnico che procedura alla mano da immediata esecutività alla sanzione…… demolizione!!!

Il buon senso, l’appello alla storia, le ragioni di controparte (che poi sono le ragioni di una collettività) e la strada per una sanatoria non valgono nulla……… perbacco c’è un esposto in Procura!!! Come se i giudici fossero uomini che girano con una bilancia in mano e dal solo peso della pratica determinassero la sentenza, senza curarsi mai del contenuto. Boh?

Ora però è necessario un serio approfondimento, i “palazzinari” che da più di 60 anni gestiscono uno dei sodalizi più prestigiosi per la Città dello Sport, appunto i dirigenti del Tennis Club Loano Asd (Vera società dilettantistica senza fine di lucro) per la veranda in questione, nel lontano 1994, avevano fatto regolare richiesta di concessione edilizia, documentata negli archivi del Comune. Tale richiesta viene presa in carico dall’allora Commissione Edilizia, che nulla eccepisce sul merito ma dichiara perplessità su chi giuridicamente fosse titolato alla sottoscrizione; a quel tempo i terreni in questione erano di proprietà dell’Istituto Pio San Paolo. Non curanti che negli anni ottanta, sempre come firmatario Il Tennis Club Loano, si era proceduto alla regolare costruzione degli ampliamenti degli spogliatoi.

Le obiezioni sollevate dalla Commissione Edilizia, però, non risultano mai pervenute al sodalizio loanese, ma parrebbe neanche all’Ufficio Sport del Comune, tant’è che i funzionari responsabili di tale ufficio provvedono alla sovraintendenza della costruzione dell’opera, che neanche a dirlo viene eretta grazie all’ausilio di soli volontari.

Nessuno, in questi 23 anni, ha mai eccepito alcunché sulla legittimità dell’opera, il motivo è facilmente comprensibile, infatti, per un contorto meccanismo delle parti il terreno è di proprietà di una famiglia loanese, che lo cede in locazione al Comune di Loano che, a sua volta, mediante convenzione (altra storia su cui ci sarà da discutere nei prossimi giorni) abilita alla gestione della struttura sportiva il Tennis Club Loano.

Inoltre, tutta questa contrattualistica sancisce inequivocabilmente che tutte le migliorie mobili ed immobile eseguite dal sodalizio loanese, di fatto, diventano di proprietà del Comune ed in teoria, nel passaggio successivo, di proprietà della famiglia loanese che, non è finita qui, si impegna a ricedere le opere al Comune di Loano come asservimento di area, per future operazioni legate alla zona alberghiera.

Avete capito bene, il Comune ha emesso una ordinanza per demolire parte del proprio patrimonio immobiliare.

Ora la storia potrebbe finire qui, ritenendo esaudiente ogni altro commento in merito e lasciando a chi legge ogni personale interpretazione, ma quello che non traspare è il vilipendio con cui la burocrazia ha fatto in un sol boccone scempio della ragione, depauperando una comunità sportiva di un bene funzionale e minando la volontà di chi, con fatica ed in forma assolutamente volontaria, si adopera per contribuire socialmente alla “Città dello Sport”.

Gianni Siccardi
Capogruppo di Minoranza
Pd / Da Sempre per Loano

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