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Sette anni fa l’alluvione di Varazze, Cerruti: “Tanto è stato fatto, ma non abbastanza” fotogallery

Il capogruppo di Amovarazze segnala le criticità più urgenti: "Intervenire prima che sia troppo tardi"

Varazze. Sette anni. Tanto è passato da quell’alluvione del 4 ottobre 2010 che ha cambiato le vite di tanti varazzini a causa degli ingentissimi danni sul territorio, le cui ferite sono ancora in parte visibili.

A ricordare l’anniversario è Gianantonio Cerruti, capogruppo consiliare di Amovarazze: “Tanto è stato fatto, grazie agli oltre 20 mln di stanziamenti comunali, provinciali e dell’allora Governo Berlusconi, spesi in decine di cantieri pressochè conclusi. Ma ci sono ancora alcune criticità che non sono state prese in indebita considerazione dalle istituzioni e tantomeno risolte nonostante il potenziale grave danno in essere per il territorio e per l’incolumità pubblica”.

“Attenti cittadini ci segnalano la presenza di muri di contenimento sulla strada provinciale 57 la cui messa in sicurezza non si è mai conclusa – fa notare Cerruti – altri ci segnalano problemi all’ultima briglia del Rio Santa Caterina, mai risolti da Autostrade. Non ci risulta neppure risolta la regimazione delle acque meteoriche provenienti dalla zona della Chiesa di Casanova e di Loc. Murta, che continuano a riversarsi incontrollate verso la sottostante localita’ Bacchetto ad ogni forte pioggia. Nelle nostre menti è ancora bene impresso il video in cui si vedeva l’acqua uscire dal secondo piano delle abitazioni di quella zona”.

“Per eliminare definitivamente i rischi per l’incolumità dei residenti è opportuno raccogliere le acque a monte della località e convogliarle, attraverso un canale scolmatore, verso il Rio Galli, su cui invece risultano concluse da tempo le opere di messa in sicurezza – propone Cerruti – Tale intervento può essere finanziato con le somme a disposizione derivanti dai cospicui ribassi d’asta ottenuti delle numerose gare dei cantieri in zona e spesi soltanto in parte. Ed è opportuno intervenire prima che quelle risorse, destinate al nostro territorio, ritornino definitivamente nelle casse statali”.

“Nonostante le richieste di numerosi cittadini e il potenziale pericolo per l’incolumità dei residenti è innegabile che negli ultimi anni si sia intervenuto sul territorio. Ma non ancora abbastanza per risolvere tutte le gravi problematiche ancora in essere. Per cui esortiamo chi di competenza ad intervenire al più presto, prima che sia troppo tardi” conclude.

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