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Savona, i Verdi bacchettano il segretario “in pectore” Arboscello: “Atteggiamento prepotente”

"I renziani non si smentiscono e intanto manca ancora nel centrosinistra un progetto alternativo per Savona"

Savona. Prima stoccata nel centro sinistra savonese al neo segretario “in pectore” del Pd di Savona Roberto Arboscello: arriva dai Verdi, dopo le affermazioni del sindaco Arboscello su coloro che non parteciperanno al congresso savonese. “Se c’era qualcosa da contestare potevano benissimo presentarsi alle votazioni con una lista autonoma” ha detto Arboscello.

Ma per i Verdi: “Si tratta a nostro modo di vedere del classico metodo renziano ovvero farsi forza dei numeri e ridurre tutto ad un referendum sulle persone eliminando ogni spazio di discussione e di confronto politico. Noi verdi e l’Officina delle Idee di Campo progressista vorremmo ricordare al “segretario in pectore” nonché a tutte le estimatrici e a tutti gli estimatori del Pd che in soli due anni in Liguria è successo un autentico disastro politico: perdita di Savona e della Regione, e perdita contemporaneamente di Genova e di La Spezia”.

“Tutto ciò è avvenuto senza che nel Pd si cominciasse una discussione sulle scelte politiche effettuate e sull’idea di società, che si vuole portare avanti anche in presenza di un centro sinistra ormai ridotto a numerose forze in perenne scontro e discussione fra di loro”.

“Se restiamo a Savona, che è esemplificativa dell’intero panorama ligure, il Pd non ha ancora elaborato il lutto della sconfitta elettorale e neppure ha avviato una discussione sulle future linee di crescita della città. Savona fino ad oggi ha vissuto sul binomio “carbone-cemento” con l’aggiunta negli ultimi tempi del bitume ma forse bisognerà cambiare radicalmente il modello ed impostarlo in termini nuovi e questo sostanzialmente proponeva la lettera di coloro che non parteciperanno al congresso e che sono sia dirigenti del Pd che esponenti della società civile”.

“Verdi e Campo Progressista si rivolgono a loro per avviare una discussione comune aldilà dell’appartenenza politica e della diversa collocazione proponendo di elaborare un programma alternativo per il governo della città fondato su alcuni punti non esclusivi: “consumo zero del suolo”, raccolta differenziata spinta e porta a porta affiancata da un programma di riduzione dei rifiuti alla fonte e dal riuso, investire sulla cultura quale fattore di coesione sociale e di comune crescita civile della città”.

“Si tratta di rendere i musei visitabili e legati da comuni politiche di promozione oltre ad avviare un percorso, che porti alla valorizzazione ed utilizzo adeguato dei luoghi storici cittadini. In questo occorre ad esempio garantire un contributo economico al museo archeologico e l’apertura dell’area della ex cattedrale alle visite, aprire in collaborazione con il museo archeologico la cella di Mazzini, collocare il museo del Liberty a villa Zanelli, aprire anche a rotazione il museo di storia naturale, rendere finalmente accessibile e visitabile il complesso del San Giacomo, valorizzare l’Apple Museum, riaprire e valorizzare con idonei percorsi il museo Pertini-Cuneo oltre alla creazione di un percorso sul barocco savonese”.

“Ovviamente si tratta di alcune idee poiché’ non si è voluto affrontare la possibilità di incubatori di impresa e di start up per l’imprenditoria culturale giovanile su cui sarebbe urgente riflettere. Queste sono alcune idee, che possono consentire di mutare il governo di Savona e soprattutto offrire una prospettiva dinanzi ad un centrodestra incapace ed inconcludente ma anche di cambiare l’immagine di una opposizione afasica ed assente come quella del Pd”.

E i Verdi rivolgono un appello al Pd: “Chiediamo di avviare una discussione, che potrebbe anche implicare in prospettiva di lasciare il Pd (ma sono scelte assolutamente personali e non richieste al momento) per creare un grande movimento civico, ecologista e profondamente legato ai principi ispiratori dell’Ulivo” concludono i Verdi savonesi.

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