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Rifiuti a Carcare, per il Pd la consegna dei nuovi mastelli è uno spreco di denaro

"Anziché restituire tre cassonetti per averne quattro era meglio darne solo uno in più in dotazione"

Carcare. È partita oggi, nel cortile dell’ex asilo Mallarini, la consegna dei nuovi mastelli per la differenziata “porta a porta”, e il 6 novembre prenderà il via il sistema di raccolta che prevede lo smaltimento del rifiuto “secco”. Nei prossimi giorni tutti i cittadini carcaresi, suddivisi a seconda della zona di residenza, riceveranno bidoni, sacchetti e soprattutto le informazioni per differenziare al meglio.

Già sul piede di guerra il circolo del Pd, che accusa ancora una volta l’amministrazione comunale di agire contro l’interesse dei carcaresi. A parlare sono il segretario Rodolfo Mirri e il referente valbormidese Alessandro Lorenzi: “con il nuovo appalto appena iniziato ci troviamo già a dover segnalare uno spreco enorme – sottolineano – Infatti alla convocazione ogni famiglia deve consegnare tre mastelli per riceverne quattro nuovi, ma a parte il contenitore per la raccolta del secco, gli altri sono identici a quelli che abbiamo già. Non era più giusto distribuire solo quello mancante?”.

Sempre dal circolo Pd fanno notare come “i mastelli precedentemente in dotazione andranno smaltiti e, inoltre, il costo per quattro contenitori, se moltiplicato per le 3 mila famiglie carcaresi, dà origine ad una cifra davvero importante, ovviamente che va ad incidere sulla tariffa – proseguono Mirri e Lorenzi – Perché non si riesce ad agire come farebbe un buon padre di famiglia, ossia limitando gli sprechi e cercando di mettere in campo il possibile per far risparmiare i cittadini? Senza contare, infine, il disagio che hanno certi anziani per recarsi in piazza con tre bidoni e tornare a casa con quattro. Per l’ennesima volta ci troviamo di fronte a dei paradossi ingiustificabili”, concludono.

A rispondere è il vice sindaco Christian De Vecchi: “In genere, come è accaduto in passato, ogni volta che avviene una gara nuova, c’è un passaggio di attrezzature, anche per l’usura delle stesse. I cassonetti precedenti erano magari vecchi e non più in buono stato. Finora, inoltre, c’era un sistema misto, quindi alcuni cittadini non avevano ancora mastelli idonei. Ecco quindi che, per un discorso di uniformità urbana, si è deciso di dotare tutti degli stessi prodotti”.

Ma non è tutto. “Quelli nuovi sono innovativi, prevedono ad esempio un sistema “anti randagismo”, ossia se un animale fa cadere il contenitore, esso si blocca e non si apre, per ovvie ragioni igieniche – sottolinea ancora De Vecchi – Invece, i cassonetti più grandi in buone condizioni saranno rivenduti, quindi si rientra anche in parte delle spese. Credo infine che quando si mette a punto un intervento per la comunità, lo si debba fare anche con il principio etico dell’uguaglianza, quindi i cassonetti nuovi devono essere dati a tutti e non solo a una parte dei residenti”.

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