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I pittori savonesi che decorarono i Palazzi dei Rolli e il Palazzo Ducale a Genova

Lo Zibaldone è la rubrica di curiosità di IVG: ogni mercoledì storia, cultura, aneddoti, riflessioni e scoperte della nostra provincia

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Lo Zibaldone è la rubrica di IVG su storie, racconti, aneddoti e scorci culturali della nostra provincia, curata da Sara Sacco.
Storie… storie… quante storie da raccontare: alcune si scoprono casualmente, altre affiorano prepotenti durante appassionanti ricerche, e poi aneddoti, ispirazioni, pensieri e parole…

Non tutti sanno che…

Sabato 14 e domenica 15 ottobre si svolgeranno a Genova i “Rolli Days”, ovvero visite libere, gratuite e guidate nei Palazzi dei “Rolli”, le sontuose dimore che appartenevano alle nobili famiglie genovesi che tra il Cinquecento e il Seicento offrivano ospitalità alle personalità che andavano in visita nella Repubblica Genovese.

I “Rolli” erano i registri dove dal 1576 sono elencate 42 residenze familiari di rappresentanza dove soggiornavano regnanti e diplomatici che visitavano la “Superba”. Negli affreschi, nei dipinti, nei saloni decorati, nelle collezioni delle lussuose piccole regge dell’aristocrazia genovese, dichiarate Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2006, i visitatori potranno ammirare anche le opere di alcuni pittori savonesi…

Dopo aver lavorato presso il Palazzo Reale, a Palazzo Rosso (o Palazzo Brignole), in via Garibaldi (anticamente nota come Via Aurea e Via Nuova delli Palazzi), nel salotto del committente Anton Giulio Brignole Sale, il pittore savonese (nonché scrittore d’arte) Carlo Giuseppe Ratti dipinge i soggetti mitologici “Ercole vince Caco” e “Ercole e Atlante” (1787).

Il savonese Agostino Ratti, padre del citato Carlo Giuseppe, affresca invece il Palazzo De Marini-Croce a Sottoripa, nel centro storico di Genova.
Sempre a Palazzo Rosso, un altro artista savonese, Bartolomeo Guidobono, noto come il “Prete di Savona”, aveva affrescato precedentemente i medaglioni del salone del secondo piano nobile (1680), una sala (“Fucina di Vulcano”) e la cappella della galleria con l’opera “Historia di Daniello” (1690). Il museo di Palazzo Rosso ospita oggi anche alcuni dipinti a olio su tela del Guidobono.

In un altro palazzo, Palazzo G. B. Centurione, il Guidobono aveva decorato con affreschi la volta della galleria (1690).

Ancor prima, nella prima metà del Seicento, il pittore Giovanni Maria Bottalla di Savona, noto anche come il Raffaellino, dipinge con affreschi (Sirene, satiri, ninfe e scene mitologiche) le pareti di Palazzo Spinola Ayrolo, ora Negrone, in piazza Fontane Marose.

Non tutti sanno che… nel Palazzo Ducale di Genova, tra il 1780 e il 1783, il citato Carlo Giuseppe Ratti realizza una serie di affreschi e dipinti: la lunetta nella volta del Salone del Minor Consiglio; tredici tele raffiguranti le “Allegorie delle virtù del buon governo” (Sapienza, Magnanimità, Concordia, Fortezza, Carità, Vigilanza, Mansuetudine, Pace con la Giustizia, Speranza, Fortuna, Verità, Storia e Segretezza) e piccole tele monocromatiche (tra cui “Giano” sopra la porta d’ingresso). Sulla volta si ammirano due tele monocrome “La Liguria distribuisce tesori alle province” e “Giano sacrifica alla pace”, nonché la tela centrale “L’apoteosi della Repubblica” con l’allegoria della Divina Sapienza, da un bozzetto del pittore genovese Domenico Piola, e ancora due lunette sulle pareti d’ingresso e di fondo della sala, raffiguranti “Lo sbarco di Colombo nelle Indie” e “L’arrivo a Genova delle ceneri del Battista”.

Lo Zibaldone è la rubrica settimanale di IVG su storia e cultura savonese, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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