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Lettere al direttore

Perché la Barcolana?

Un socio di Assonautica Savona racconta l'emozione di assistere alla regata più affollata al mondo

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Sono stato a Trieste per assistere alla Barcolana e dato che sono giunto alcuni giorni prima ho potuto notare il fermento che c’era in città: lungo le banchine barche famose e non già ormeggiate, barche di legno e d’epoca (Le Signore del mare) meravigliose, tirate a lucido con gli equipaggi fieri, marinai intenti a passare cime ai gavitelli e darle alle barche in arrivo, in andana anche in quarta fila, persone intente a montare gazebo (tanti) lungo le banchine e sui moli, i triestini che parlano solo dell’evento in programma la seconda domenica di ottobre e vi partecipano attivamente. Trieste è una città che si sviluppa in lunghezza sul mare avendo un’orografia molto simile alla nostra: in piano solo la parte sul mare, il resto è per scalatori come Pantani (siamo sul Carso).

La domanda è: perché la Barcolana ha tutto questo fascino?

La risposta l’ho avuta domenica mattina quando mi sono recato sul campo di regata su un catamarano a motore che ci ha portato in prossimità della partenza, li il primo impatto affascinante: vedere 2101 barche a vela (dato ufficiale) distribuite su un miglio dal castello Miramare fin sotto il Faro è uno spettacolo che ti toglie il fiato, non vedi più i pini sul lungomare, sono coperti alla vista dalle vele, le tattiche degli skipper di portarsi sul lato buono e di restarci aspettando il colpo di cannone della partenza, i movimenti voluti e non delle altre barche, i gesti e le grida dei prodieri, gli incroci della pre partenza fatti in spazi sempre più ristretti, in poche parole: la partenza di una regata, ma grande, enorme, la più grande al mondo e tu sei li a guardare questa magnificenza facendo fotografie che non renderanno mai la realtà, ti senti l’adrenalina salire e allora decidi che il prossimo anno non sarai spettatore ma partecipante e lo giuri a te stesso.

Ho pensato che la Barcolana è per i velisti quello che la Mecca è per i Musulmani, una volta almeno nella vita bisogna esserci.

P.S. La Barcolana deve il suo nome al fatto che 49 anni fa 10 soci del Circolo Nautico “la Barcola”, allora un gruppo di amici prevalentemente pescatori del rione triestino di Barcola, decisero di organizzare una regata invitando gli altri circoli nautici della città, alla prima edizione parteciparono non più di 50 barche.

Alberto Cassata

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