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Da oggi al NuovoFilmstudio di Savona: Ritorno in Borgogna (Ce qui nous lie)

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Ritorno in Borgogna (Ce qui nous lie)
di Cédric Klapisch, con Pio Marmaï, Ana Girardot, François Civil –
Francia 2017, 113′

mar 31 ottobre (15.30)
mer 1 novembre (15.30 – 20.00)
ven 3 novembre (18.00)
sab 4 novembre (15.30 – 20.00)
dom 5 novembre (17.30 – 22.00)
lun 6 novembre (20.30)

Una decina di anni fa, Jean ha lasciato la famiglia, proprietaria di un grande vigneto in Borgogna, per girare il mondo. Informato della malattia terminale del padre, decide di tornare a casa, dove si riunisce con la sorella Juliette e il fratello Jérémie. La morte del padre, poco prima dell’inizio della vendemmia, ricopre però i fratelli di nuove responsabilità, a partire dalla ricerca di un’ingente somma di denaro con la quale pagare le tasse di successione…

Dopo tanti film ambientati e dedicati alle città (“L’appartamento spagnolo”, “Rompicapo a New York”), Il regista francese Cédric Klapisch incentra il suo sguardo sulla campagna attorno alla quale fa ruotare le vicende di un’intera famiglia. Quasi che quest’ultima possa ritrovare una nuova armonia solo lasciandosi avvolgere dalle mutevoli variazioni cromatiche della natura – notevole la fotografia di Alexis Kavyrchine – o fermandosi ad ascoltare le infinite sfumature dei suoi rumori. Sospeso tra una certa delicatezza rohmeriana, l’utilizzo dei flashback e l’incedere del presente, “Ritorno in Borgogna” si apre all’attenta radiografia famigliare, con il suo carico di rancori, silenzi, frasi non dette, tanto quanto alla necessità di liberarsi dalle incomprensioni del passato. Così, nell’arco di un anno, al ritmo del susseguirsi delle stagioni, i tre giovani adulti riescono a ricostruire la forza di quei sentimenti che da sempre li uniscono. All’interno di questo quadro generale, il film sembra anche muoversi autonomamente: dalla cena di festa per la vendemmia a tutta una serie di siparietti comici tra la madre e i tre fratelli, sino all’inserimento di dialoghi di pura fantasia mentre i protagonisti vengono sempre colti in lontananza. Soprattutto, al di là della simbiosi tra luoghi e personaggi, Klapisch racconta una storia dove tutti devono confrontarsi con l’autorevolezza di diverse figure, padri, fratelli maschi, suoceri e trovare alla fine una nuova identità che sia coerente solo con se stessa. Un percorso di ricerca intenso, mai eccessivamente drammatico, in cui la malinconia del tempo che passa si bilancia con la necessità di cogliere il momento giusto, quell’attimo in cui si raggiunge la consapevolezza di essere momentaneamente felici.

NuovoFilmStudio c/o Officine Solimano
Piazza Rebagliati Savona
Aderente ARCI Savona

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