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La Valbormida, terra di birre artigianali

"Liguria del gusto e quant'altro" è la rubrica gastronomica di IVG, ogni lunedì e venerdì

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“Liguria del gusto e quant’altro” è il titolo di questa rubrica curata da noi, Elisa (alla scrittura) e Stefano (alle ricerche), per raccontare i gusti, i sapori, le ricette e i protagonisti della storia enogastronomica della Liguria. Una rubrica come ce ne sono tante, si potrà obiettare. Vero, ma diversa perché cercheremo di proporre non solo personaggi, locali e ricette di moda ma anche le particolarità, le curiosità, quello che, insomma, nutre non solo il corpo ma anche la mente con frammenti di passato, di cultura materiale, di sapori che si tramandano da generazioni. Pillole di gusto per palati ligustici.

elisa stefano pezzini

Birra artigianale l’entroterra fa la parte del leone. La progressiva nascita di un sempre maggior numero di microbirrifici, legati ad un’alta qualità delle materie prime e a una maggiore attenzione al cosiddetto “chilometro zero”, sembra ancora premiare l’entroterra savonese: tanti i nomi, storici e nuovi, che circolano tra gli appassionati, ma che iniziano a farsi notare anche sugli scaffali delle rivendite locali e dei supermercati, oltre che, inevitabilmente, grazie al tam-tam su internet e i social network. Numeri molto piccoli, capaci tuttavia di incontrare non solo il gusto del pubblico, ma anche il favore di critica e guide patinate.

Nome storico, non solo per la Val Bormida, è certamente quello del birrificio Scarampola di Millesimo: attivo dal 2004. Scarampola produce attualmente sei etichette, e può vantare ben due citazioni nella «Guida Birre d’Italia 2017» di Slow Food, nelle categorie delle birre quotidiane (con la sua Birra del Lupo) e delle grandi birre (con la St. Amè). Guida nella quale, per altro, raccoglie riconoscimenti anche un altro produttore del savonese, il Birrificio Finalese, con una citazione speciale per la sua «Apa».

Altro piccolo birrificio di lungo corso è Charles, con sede ad Altare, aperto dal 2010 e con un buon numero di produzioni all’attivo, così come molto conosciuto dagli appassionati è El Issor di Sassello, anche questo aperto nel 2010, che produce oltre una decina di tipologie differenti di birra. Sempre a Sassello è attivo anche Altavia, agribirrificio che ha all’attivo cinque etichette. Più recente è invece l’avvio, a Cairo, dell’attività del birrificio Folk, inaugurato nel settembre 2016, che propone al momento tre birre. E sempre a Cairo è attiva anche la Broken Bridge Brewery, piccola attività aperta dal 2015 nel centro storico.

E se anche la «costa» savonese si difende in fatto di produzioni di qualità (con il Birrificio di Savona, insieme a Fiore ad Albissola, la birra «Amèl» de La Baita di Finale e il Birrificio 44 di Albenga), sempre la Val Bormida può vantare il primato come primo territorio ad avere realizzato una birra in tutto e per tutto a chilometro zero, come «Confine», con malto e luppolo provenienti da Millesimo e Dego. Nata dal «Progetto Luppolo» del Cersaa di Albenga (azienda speciale della Camera di Commercio Riviere di Liguria), «Confine», al momento prodotta in un birrificio del cuneese, ha richiesto quattro anni di lavoro per arrivare anche sugli scaffali dei supermercati della provincia.

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