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La Regione a fianco dei balneari: approvata la legge per la qualificazione e tutela delle imprese

La legge ligure, prima in Italia, potrebbe essere applicata anche a livello nazionale

Regione. Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge 156 “Qualificazione e tutela dell’impresa balneare” con primo firmatario Angelo Vaccarezza (FI) e sottoscritta da Stefania Pucciarelli, Alessandro Puggioni, Alessandro Piana, Franco Senarega e Giovanni De Paoli della Lega Nord Liguria-Salvini, Giovanni Battista Pastorino e Francesco Battistini di Rete a sinistra&liberaMENTE-Liguria, Claudio Muzio (FI), Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria), Luigi de Vincenzi e Luca Garibaldi del Pd e Matto Rosso (FdI-An).

Il testo stabilisce che le imprese balneari costituiscono un elemento del patrimonio storico, culturale e del tessuto sociale della Regione. Viene considerata impresa balneare ligure l’impresa che esercita l’attività di conduzione dello stabilimento balneare così come definito dalla legge regionale numero 32 del 12 novembre 2014 “Testo unico in materia di strutture turistico ricettive e norme in materia di imprese turistiche” e rientra nella definizione della micro o piccola impresa ai sensi del decreto del ministero delle attività produttive del 18 aprile 2005, “Adeguamento alla disciplina comunitaria dei criteri di individuazione di piccole e medie imprese”.

La Regione prevede una disciplina specifica per il rilascio delle concessioni e l’individuazione di aree demaniali marittime destinate a tali imprese e i Comuni nella redazione del progetto di utilizzo delle aree demaniali marittime individuano le aree destinate alle imprese che soddisfano i requisiti definiti in questa legge. La Regione attiva azioni di promozione regionale per inserire le imprese balneari liguri nel sistema turistico regionale promuovendo un marchio di qualità. Viene promossa la conservazione dei manufatti tradizionali e la trasformazione di quelli ritenuti incongrui o comunque suscettibili di un miglior inserimento nel paesaggio e nell’ambiente. Vengono definiti i criteri di valutazione del valore aziendale dell’impresa balneare, che deve basarsi sulla perizia giurata redatta da un tecnico. La legge si applica alle imprese balneari che operano in qualsiasi comune costiero della regione, compresi i Comuni che rientrano nelle circoscrizioni di competenza delle Autorità di sistema Portuale.

Angelo Vaccarezza (FI) ha evidenziato l’importanza della legge “che riconosce in maniera ufficiale e definitiva la figura del balneare. Una figura che fa parte della storia, della realtà economica e della tradizione ligure. Il consigliere ha quindi ricordato che il gran numero di bandiere blu presenti in Liguria si devono senz’altro al lavoro delle amministrazioni, ma anche a quello dei balneari capaci di fare un turismo di qualità, nel pieno rispetto dell’ambiente”.

Luigi de Vincenzi (Pd) ha annunciato il voto favorevole del Partito Democratico: “Abbiamo seguito con attenzione il percorso di questa proposta di legge, che deve essere un punto di partenza perché contiene principi condivisibili. E’ uno strumento che si attiva per aiutare una categoria il cui elevato numero degli addetti parla da solo. E’ dunque necessaria una presa di posizione unanime del consiglio regionale per la tutela degli stabilimenti balneari”.

Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria- Salvini) ha annunciato il voto favorevole alla proposta di legge e ha spiegato: “Con questo provvedimento colmiamo un vuoto che esisteva da tempo e darà modo alla Liguria di essere la prima Regione a riconoscere questa figura importante per la sua tipicità, una tipicità che viene riconosciuta dalla nostra assemblea”.

L’assessore al demanio Marco Scajola ha dichiarato: “Oggi è un giorno importante per i liguri. Il voto unanime del consiglio sta a significare che ben si è compreso lo spirito della legge. Abbiamo voluto che fosse una legge del Consiglio, e non della sola giunta perché non volevamo che qualcuno la leggesse come una strumentalizzazione della politica”.

L’assessore ha ribadito che moltissimi liguri vivono direttamente o indirettamente grazie al lavoro creato dall’attività balneare e ha annunciato che diverse Regioni italiane lo hanno contattato ed hanno chiesto il testo della legge approvata questa mattina. Da qui, parte quindi un messaggio nazionale per un intervento teso a riconoscere un lavoro “che fa parte della nostra cultura”.

In seguito, con 23 voti a favore (maggioranza e Pd), 5 contrari (M5S) e 2 astenuti (Rete a sinistra&liberaMENTE-Liguria) il consiglio regionale ha approvato la proposta di legge 157 “Disciplina delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative”, primo firmatario Angelo Vaccarezza (FI), e sottoscritta da Stefania Pucciarelli, Alessandro Puggioni, Alessandro Piana, Franco Senarega e Giovanni De Paoli della Lega Nord Liguria-Salvini, Claudio Muzio (FI), Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria), Luigi de Vincenzi e Luca Garibaldi del Pd e Matto Rosso (FdI-An).

Il provvedimento disciplina il rilascio delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative. Sono previste garanzie per favorire la continuità delle imprese attualmente operanti in forza dei rapporti già instaurati e pendenti sulla base dalla legge numero 25 del 26 febbraio 2010. Alle concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative, ad uso pesca, acquacoltura ed attività produttive connesse, e sportive, e quelli destinati a approdi e punti di ormeggio dedicati alla nautica da diporto, attualmente vigenti, è riconosciuta l’estensione della durata della concessione di 30 anni dal giorno della entrata in vigore della presente legge. Il gettito che deriva dall’imposta regionale prevista dalla legge 41 del 2013 e il gettito derivante dagli investimenti per la difesa della costa è destinato alla creazione di un “Fondo regionale per la manutenzione gestione e sviluppo della costa” che, fra l’altro, verrà utilizzato per interventi di difesa e ripascimento della costa. La giunta tegionale approva il programma di manutenzione della costa in cui vengono definiti gli interventi ammissibili a finanziamento del Fondo e le modalità di erogazione dei finanziamenti, con particolare riferimento alla possibilità di intervenire in casi eccezionali connessi a calamità naturali.

Gli “impianti di facile rimozione” sono le strutture realizzate sul demanio marittimo che al termine della concessione consentano al concessionario di restituire allo stato originario le aree concesse e che possano essere demolite e rimosse entro centoventi giorni. La durata della nuova concessione demaniale marittima non deve limitare la libera concorrenza oltre il tempo necessario a garantire l’ammortamento degli investimenti materiali e immateriali nonché un’equa remunerazione dei capitali investiti. In ogni caso la durata della concessione per finalità turistico ricreative non può essere inferiore a venti anni e superiore a trenta anni.

Il valore della concessione demaniale marittima è determinato sulla base della valenza turistica del Comune, l’importo del canone annuo e l’investimento edilizio e, in quota parte, in attrezzature e beni mobili. Il procedimento di assegnazione è avviato dal Comune con bando pubblico d’iniziativa propria o a seguito di una specifica richiesta proveniente dal soggetto interessato all’utilizzo del bene. La giunta regionale emana le disposizioni che i Comuni devono seguire nella assegnazione delle concessioni demaniali marittime e devono precisare i requisiti richiesti ai soggetti partecipanti alla procedura di selezione. La legge definisce anche i criteri di comparazione delle istanze per il rilascio o rinnovo di concessione demaniale marittima che saranno dettagliati e ponderati dal Comune nel bando pubblico. Entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge la giunta regionale approva il programma di manutenzione della costa.

Approvati in aula alcuni emendamenti presentati dalla maggioranza.

Angelo Vaccarezza (FI) ha ricordato che in Liguria ci sono ben 3815 concessioni demaniali il cui indotto è difficilmente quantificabile: “E’ un comparto che funziona, dà lavoro a centinaia di migliaia di persone in Italia e, quindi, fa gola. Il consiglio regionale è chiamato, dunque a prendere un impegno a favore di questa categoria”.

Il consigliere ha ricostruito il percorso normativo dalla direttiva Ue Bolkestein fino alla sentenza della Corte Europea che apre “nuove prospettive più favorevoli “perché parte da presupposti da tempo sostenuti da noi”, che non mettono in discussione la legittimità delle concessioni attuali. Vaccarezza ha riservato forti critiche al governo italiano che ha varato un disegno di legge sul riordino della normativa sulle concessioni demaniali marittime che danneggia il comparto e ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno che impegna la giunta regionale ad attivarsi per bloccare l’iter del provvedimento. “La nostra proposta di legge, invece, consente di dare un segnale importante a livello nazionale in difesa della categoria e potrà essere trainante anche per altre Regioni”.

Luca Garibaldi (Pd) ha spiegato: “Abbiamo messo in campo questa iniziativa consiliare per portare soluzioni innovative nella piena consapevolezza della tipicità dei balneari liguri. Vogliamo garantire un diritto e la particolarità di questa realtà regionale”. Il consigliere ha, però invitato a non strumentalizzare e ad “usare come arma politica” questa legge. Garibaldi non ha escluso che il provvedimento “possa essere impugnato, perché opera su un terreno normativo complesso su cui si sono stratificate diverse sentenze, ma è comunque un passo in avanti, ed è utile per provare a individuare una strada che faccia respirare una categoria che deve avere certezze sul proprio futuro”.

“Vedremo i correttivi, se mai ci saranno richiesti a livello nazionale o europei e su cui valuteremo i limiti su cui operare”. Il consigliere ha definito la proposta di legge “uno strumento vero, condiviso e bypartisan che non va caricato politicamente. E’ questo il senso che ci ha portato a lavorare insieme per difendere il comparto balneare nel suo diritto di svolgere la propria attività, in attesa di una riforma seria che in questi dieci anni non è mai stata realizzata”.

Fabio Tosi (Movimento 5 Stelle) ha dichiarato: “Oggi chi vuole questa legge ha fatto uno scherzetto” ai balneari, sapendo di non ottenere nulla di concreto. Il consigliere, infatti, dopo aver sottolineato che chi era al governo, dalla Bolkestein in poi, non ha mai voluto affrontare la questione ed ora questa proposta di legge vorrebbe disciplinare le concessioni demaniali marittime, ma i beni del demanio marittimo “appartengono al demanio pubblico ed in particolare a quello statale. Le Regioni hanno competenze per quanto riguarda le funzioni amministrative in materia di rilascio delle concessioni demaniali marittime, fermo il rispetto dei vincoli derivanti dalla normativa europea, quali il divieto automatico delle concessioni”. Tosi ha quindi sintetizzato: “Questa iniziativa legislativa trova limiti nelle materie di competenza legislativa, esclusiva statale, della tutela della concorrenza, dell’ordinamento civile e dell’ambiente”.

L’assessore al demanio Marco Scajola ha ribadito l’importanza della legge, sottoscritta anche da forze di minoranza e ha replicato alle critiche del gruppo del M5S: “Bisogna avere il coraggio di prendere delle decisioni”. Scajola si è detto orgoglioso della legge e del buon lavoro fatto anche dai tecnici regionali al punto che – ha ribadito – vengono consultati anche a livello nazionale. L’assessore ha aggiunto che il testo è esaminato con molto interesse dalle altre Regioni. “La Liguria manderà messaggi di unità e compattezza in materia di imprese balneari”. E ha concluso: “Noi siamo chiamati ad amministrare, siamo pagati per lavorare, dobbiamo dare messaggi chiari, che non sono chiacchiere e propaganda”.

Luigi De Vincenzi (Pd) ha ribadito il consenso del suo gruppo al provvedimento: “Abbiamo compiuto un atto di responsabilità. Noi in quest’aula rappresentiamo anche il settore balneare e non dobbiamo esimerci dall’esprimere la nostra opinione andando a votare provvedimenti che vanno in questa direzione”. De Vincenzi ha ricordato che sia in questa che nella passata legislatura il gruppo si era già espresso a favore della categoria su questo argomento attraverso alcune iniziative consiliari.

Claudio Muzio (FI) ha espresso il proprio personale apprezzamento per l’impegno del collega Vaccarezza e dell’assessore Scajola per trovare una soluzione dove “imprese anche a conduzione famigliare rischiano di trovarsi in una situazione che ha del paradossale” e ha espresso apprezzamento per l’approccio trasversale al problema, attraverso la proposta di legge condivisa anche da un gruppo della minoranza.

Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria_Salvini) ha sottolineato che con l’approvazione delle due proposte di legge sui balneari (n.156 e n 157) viene rispettato un impegno assunto durante la campagna elettorale del 2015 “a tutela di un comparto molto importante” e ha criticato pesantemente le “follie della legislazione europea” che spesso penalizza l’Italia favorendo, al contrario, i paesi del Nord e, in particolare, le esigenze della Germania e la direttiva Bolkestein ne è un esempio

Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria) si è congratulata con il collega Vaccarezza per questa proposta di legge “che è nata dalla sua passione per i diritti del comparto balneare” e ha auspicato il massimo consenso dell’Assemblea per la legge.

Alice Salvatore (M5S), dopo avere sottolineato il sostegno del gruppo alla prima delle due proposte di legge per il comparto balneare, ha spiegato i motivi della contrarietà alla seconda pdl: “Questa proposta di legge, così formulata, verrà impugnata dal governo e noi riteniamo che, in questo momento, la serietà istituzionale inviterebbe semmai a creare un dialogo con il governo. Invece, approvando questo testo, che va contro al disegno di legge del Governo, si manda in fumo tutto il lavoro fatto in commissione e poi in aula e ancora una volta una legge della giunta Toti sarà impugnata”.

In ultimo, il cl Consiglio ha approvato con 23 voti favorevoli (maggioranza di centrodestra e Pd), 5 contrari (M5S) e 2 astenuti (rete a sinistra liberaMENTE Liguria) l’ordine del giorno presentato da Angelo Vaccarezza e Claudio Muzio (Forza Italia), al quale sono state apportate alcune modifiche richieste da Luigi De Vincenzi (Pd) e accolte dai firmatari con il quale si impegna, tra l’altro, la giunta a condividere i contenuti del ddl 157 in Conferenza Stato Regioni, per sollecitare iniziative analoghe nelle altre Regioni italiane; a intraprendere una interlocuzione attiva con il governo sul ddl nazionale in esame, affinché possa includere anche i contenuti della presente legge e misure tali da riordinare il comparto balneare italiano, attraverso la proposizione di misure in grado di tutelare l’attività delle imprese interessate, con tutti quei principi giuridici nazionali ed europei, quali il diritto al lavoro, il diritto di proprietà aziendale, i motivi imperativi di interesse generale, nonché il valore aziendale, al fine di garantire la reciproca e leale concorrenza tra i balneari europei e assicurare il diritto acquisito alla continuità aziendale delle concessioni in essere con un titolo sicuro e certo.

Nel dibattito sull’ordine del giorno è intervenuto Giovanni Battista Pastorino (Rete a sinistra&liberaMente Liguria) il quale ha criticato il documento: “Questo ordine del giorno non sta in piedi perché chiede al Governo di fare cose che sono esattamente il contrario di quanto previsto nel disegno di legge” e, anche rispetto alla proposta di legge 157, ha invitato a intraprendere iniziative consiliari che possano avere conseguenze reali e che non siano solo “boutade”.

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