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Etichettatura dei prodotti alimentari: in arrivo sanzioni da 150 a 150 mila euro per i trasgressori

Il direttore di Labcam srl-Laboratorio chimico merceologico della Camera di Commercio Riviere di Liguria: "E' un utile deterrente"

Albenga. “La tutela della qualità è da sempre un punto di forza del made in Italy, la cui riconoscibilità è un’arma vincente per i nostri prodotti e una garanzia per i consumatori. Le sanzioni amministrative sono senza dubbio un utile deterrente alla mancata o errata indicazione in etichetta”. Così Luca Medini, direttore di Labcam srl-Laboratorio chimico merceologico della Camera di Commercio Riviere di Liguria, commenta il decreto legislativo con il quale il governo, di recente, indicato le sanzioni in merito alle violazioni alla disciplina sull’etichettatura dei cibi, introdotta dal Regolamento (UE) n. 1169/2011.

“Il decreto – continua Medini – dovrà essere firmato dal Capo dello Stato prima di essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale. Variano da 150 a 150 mila euro, in cinque scaglioni commisurati alla gravità della violazione, le sanzioni previste per chi non rispetta gli obblighi relativi alle informazioni da fornire ai consumatori sugli alimenti su scadenze, allergeni e ingredienti”.

L’ultimo aggiornamento segue l’approvazione, da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, avvenuta a settembre relativa alla reintroduzione dell’obbligo di indicare lo stabilimento di produzione o confezionamento in etichetta.

Il Regolamento UE N. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE del 22 novembre 2011. Entrato in vigore nel 2011, è diventato effettivamente obbligatorio dal 13 dicembre 2014 (fatta eccezione dei requisiti della designazione delle carni macinate per i quali era già applicato dal 1° gennaio 2014).

“Sull’etichettatura dei prodotti e sulle analisi correlate – conclude Medini – nella nostra sede di Albenga, proponiamo numerosi servizi e abbiamo organizzato seminari riservati agli operatori del settore agroalimentare. La partecipazione agli incontri è stata sempre molto alta: evidentemente è un argomento che sta molto a cuore sia alle imprese sia ai consumatori”.

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