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Lettere al direttore

Ceriale, Luigi Giordano: “Neanche un cartello indicatore che valorizzi quel che abbiamo”

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Cercare un cartello indicatore a Ceriale venendo da Borghetto che ti dica dove sei, dov’è il centro, dov’è la stazione dov’è la tanto decantata premiata pineta, dov’è la tanto sospirata passerella panoramica, dov’è la passeggiata, dov’è il carruggio, dov’è la stazione, dov’è la piazza, dov’è la parrocchia, dov’è il comune, dov’è l’ufficio turistico, dov’è la biblioteca, dov’è la casetta dell’acqua, dov’è la caserma, dov’è il museo paleontologico, dov’è il pontile, dov’è la fiera del libro, dov’è la panoramica, dov’è il campo da bocce al coperto, dov’è il centro anziani, dove sono gli alberghi (no, scusate, quelli non ci sono, va beh, pazienza!) è del tutto inutile.

Solo un piccolo sbiadito timido vecchio cartello prima delle sbarre che ti dice “centro” ma è tardi, non si vede. Allora andiamo avanti e arriviamo al primo semaforo, all’altezza della chiesa principale, oltretutto nessuno sa che quella via che si chiama via Libertà, ti porta in comune, alla chiesa, e in piazza Vittoria, e sulla nuova passeggiata, quella dalle piastrelle fumo di Londra. tutto è inutile, nessun cartello ti dice che a quell’altezza esiste il nostro centro storico.

Nessun cartello che valorizzi quello che abbiamo. Ci vantiamo con qualche effimero articolo sui quotidiani e basta. Sembra più una campagna elettorale che il desiderio vero di far rivivere le nostre bellezze.

Il viaggio continua e arrivi all’altra rotatoria, quella con le strisce pedonali di fronte alla farmacia, si, proprio quella dove se sei fortunato ad attraversare la strada incolume ti danno un premio. Poco più avanti, sulla destra,un cartello ti dice sottovoce che esiste un centro, poi, solo una grande foto che raffigura il pontile, con due ragazzini di bronzo che sembrano fatti più per un culto alla persona che per un servizio all’arte. e poi scena muta. l’Aurelia prosegue tagliando in due Ceriale per scorrere come olio fino ad Albenga e non incontrerai mai nessun cartello che ti dica “fermati a Ceriale, vieni a visitarmi, d’estate sono nuda e d’inverno ti abbraccio con il mio calore”.

Invece niente!

Allora facciamo l’Aurelia in senso opposto, ancora peggio, non si sa dove comincia Ceriale, sembra la continuità dell’altro paese che ti sei lasciato alle spalle .

Luigi Giordano
parlando con Silvia Rizzo

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