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Balneari, Vaccarezza non va al Sun di Rimini: “Serviva una prova di forza, i sindacati non fanno squadra”

"Ho la coscienza tranquilla di chi ha sempre ascoltato tutti e deciso con la sua testa"

Liguria. “Ho atteso sino a questa mattina, ho pensato a lungo su quale fosse la cosa più giusta da fare per me ed alla fine ho deciso che per quest’anno, quella che avrebbe dovuto essere una prova della forza del comparto balneare non mi vedrà fra i suoi partecipanti: non andrò al Sun di Rimini”. A dirlo è Angelo Vaccarezza, capogruppo di Forza Italia in Regione, che così annuncia la propria decisione di non prendere parte alla fiera dell’outdoor in programma fino a domani nella città emiliana.

“Non voglio partecipare ad un evento dove i sindacati non fanno squadra, organizzandosi separatamente, dando spazio a quelle manie di protagonismo dannose per tutti, specie ora – dice Vaccarezza – Non è stato facile decidere, ma ho la coscienza tranquilla di chi ha sempre ascoltato tutti e deciso con la sua testa. Ricordo ogni manifestazione legata a questo universo, ogni evento al quale non ho mai mancato di far conoscere il mio pensiero, in maniera sempre più decisa e convinta. Ho sempre lavorato con coscienza affinchè il mondo balenare rimanesse sempre coeso e forte, perché ero convinto allora e lo sono ancora di più oggi, che ogni sfida, ogni battaglia può essere stata vinta soltanto così, con un esercito di persone determinate seriamente a fare del settore un traino fondamentale del turismo italiano”.

E poi rivolgendosi ai balneari: “Dobbiamo combattere uniti il vergognoso disegno di legge che liquida un secolo di storia, ed invece, come i capponi di Renzo litighiamo tra noi, dando il proscenio ai vari Pizzolante e Arlotti, che per avere un quarto d’ ora di notorietà non esitano a calpestare anni di lavoro, battaglie, valori. La partita vera si gioca a Roma, là dove viene discusso il provvedimento che, il 15 marzo scorso, ci vedeva uniti a combattere e che mi ha visto in prima persona girare per la Liguria, appunto, per dire no al ‘Ddl Ammazzabalneari’. Gli emendamenti proposti dai sindacati sono solo un palliativo ma non tolgono quella parola che in tutti questi anni mi ha visto accanto a voi: il no alle aste. Mentre a Roma vanno avanti, a Rimini si discute ancora di un argomento vecchio di anni; tempo fa c’era chi si opponeva ad essere rinchiuso in un teatro (ricordate l’Eur?). Oggi io mi oppongo ai discorsi tra noi. È ora di far vedere la nostra unità laddove i giochi si fanno ‘indisturbati’”.

“Il mio impegno continua concreto anche dal punto di vista amministrativo; in Regione Liguria ho infatti presentato due disegni di legge che andranno in aula entro fine mese, dopo un lavoro serrato, la Liguria sarà finalmente capofila nella tutela del settore grazie ai due provvedimenti di cui sono primo firmatario. Gli atti, sono stati condivisi dalla giunta, dalle associazioni di categoria e da larga parte della maggioranza. Il disegno di legge numero 156 riconoscerà la specificità ligure, unica e famosa in tutto il mondo: il nostro turismo balneare è un evidente apripista per la maggior parte delle attività, a partire da quelle commerciali, riconoscerà il valore dell’impresa e darà regole competitive ad un settore troppo spesso dimenticato dall’ente Regione”.

“Il secondo provvedimento, il disegno di legge numero 157, ha come obiettivo il reale doppio binario tra vecchie e nuove concessioni, e questo si ottiene attraverso il riconoscimento del legittimo affidamento, di un congruo periodo transitorio di almeno trent’anni che consenta una corretta applicazione della Direttiva Bolkestein. Ho fatto tutto questo sempre e solo guardando agli interessi delle nostre imprese, attorno alle quali ruota un indotto che coinvolge migliaia di persone. Ho continuato a portare avanti questo disegno perché sono fermamente convinto del fatto che le altre Regioni, che subiranno gli effetti della Direttiva Servizi, potranno trarre ispirazione dal nostro esempio e continuare a combattere come io non ho mai smesso di fare”.

“La partita non si è ancora conclusa, non accetto che il futuro di centinaia di migliaia persone, sia buttato via dalla noncuranza e negligenza di pochi, impreparati (e magari in malafede) burocrati. Ancora una volta: io c’ero, io ci sono, io ci sarò”, conclude Vaccarezza.

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