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Associazione mafiosa, arrestato dai carabinieri di Ceriale Vincenzo Sciglitano

Nell'ambito dell'operazione che la notte scorsa ha portato all'arresto di Carmelo e Domenico Sciglitano

Ceriale. Salgono a tre i fermi effettuati dai carabinieri della compagnia di Albenga nell’ambito dell’operazione che la notte scorsa ha portato all’arresto di Carmelo e Domenico Sciglitano, che devono scontare rispettivamente sette anni e mezzo di carcere e cinque appunto per associazione mafiosa.

Questo pomeriggio i militari hanno arrestato anche Vincenzo Sciglitano, 37enne residente a Seminara (RC) ma domiciliato a Ceriale. L’uomo, che da tempo era tenuto sotto controllo da parte delle forze dell’ordine, deve scontare cinque anni di reclusione per il reato di associazione mafiosa nell’ambito della medesima vicenda che stanotte, come detto, aveva portato al fermo degli altri due Sciglitano.

Secondo l’accusa che viene contestata, gli Sciglitano appartengono alla cosca “Sciglitano-Bruzzaniti” di Seminara ed erano stati arrestati nel 2010, nell’ambito dell’operazione “Cosa mia”, condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria, relativa alle infiltrazioni nella costruzione del macro lotto di ammodermamento della A3. L’indagine aveva interessato la più ampia compagine ‘ndranghetista delle cosche “Gallico-Bruzzise-Morgante e Sciglitano” di Palmi e Seminara ed aveva portato, nel 2010, ad un blitz che vide l’arresto di 40 persone.

Gli investigatori accertarono che i cantieri della A3 continuavano ad essere stretti nella morsa delle organizzazioni criminali, che imponevano una tangente del 3% sugli appalti quale corrispettivo per la “sicurezza”. Una tassa che i clan imponevano con un rosario di furti e danneggiamenti e le grandi imprese accettavano di pagare senza troppi problemi. Nel 2013 era arrivata la condanna in primo grado, che è stata confermata in appello nel 2015 e dalla suprema corte di cassazione l’11 ottobre scorso. L’operazione “Cosa mia” portò anche all’arresto di Carmine Demetrio Santaiti, ritenuto responsabile dell’omicidio di Carmelo Ditto (avvenuto a Seminara nel 2006). Quest’ultimo era stato arrestato nel 2005 dal nucleo invetigativo dei carabinieri di Imperia e dalla stazione di Diano Marina, poiché, latitante, si nascondeva a Diano Castello. Al momento del fermo l’uomo era insieme a suo cugino Antonio De Marte di Diano Marina, arrestato a sua volta per favoreggiamento della latitanza.

“Questa operazione dei carabinieri di Albenga, conferma ancora di più il legame stretto tra le cosche della ‘ndrangheta calabrese reggina e alcuni personaggi residenti in provincia” spiegano dal comando provinciale dell’Arma.

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