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Albenga, gli ex gestori del bar Campanellino portano il comune in tribunale

Nuovo ricorso al Tar per richiedere la sospensione del progetto Nonunomeno e dei lavori eseguiti dalla cooperativa Jobel

Albenga. Gli ex gestori del bar tavola calda Campanellino, situato all’interno del parco giochi Peter Pan di via Dalmazia, hanno fatto nuovamente ricorso al Tar chiedendo l’annullamento, previa sospensione cautelare, dell’atto di giunta relativo al progetto “Nonunomeno”, proposto dall’associazione Anfass.

Nel 2016, la decadenza dell’autorizzazione di commercio su area pubblica per la vendita e somministrazione di alimenti e bevande aveva estromesso i precedenti gestori dalla conduzione del chiosco, ritornato di proprietà comunale.

A sua volta, il comune ha deciso di affidare il bar tavola calda in comodato d’uso all’Anffas (associazione onlus nazionale Famiglie di persone con disabilità) che, in cambio, si è fatta carico della manutenzione ordinaria dello spazio verde circostante e del presidio dell’area. All’interno del chiosco dovrebbero essere inseriti 25 ragazzi con disabilità, supportati costantemente nell’inserimento lavorativo da responsabili e operatori qualificati.

Con un primo ricorso, ad aprile 2016 e sempre indirizzato contro il comune, gli ex gestori del Campanellino avevano impugnato il decreto con cui il comune stabiliva la decadenza di autorizzazione di commercio all’interno del chiosco del parco Peter Pan. Al primo, ha fatto seguito un secondo ricorso, a maggio 2016, per impugnare il decreto di decadenza di occupazione di suolo pubblico, e, infine, un terzo, notificato all’ente comunale il mese scorso, attraverso il quale è stata richiesta la sospensione dei lavori, eseguiti dalla cooperativa Jobel, e del progetto “Nonunomeno”.

I ricorsi ovviamente hanno rallentato le operazioni, come ha spiegato il vicesindaco Riccardo Tomatis: “L’esito del Tar è atteso a metà ottobre e, almeno fino ad allora, non potremo procedere con i lavori né tantomeno dare vita al progetto. Abbiamo già svolto i lavori di ristrutturazione, ma come amministrazione preferiamo non entrare nel merito dei ricorsi”.

Fiducioso il presidente di Anfass Luca Ansaldo, che ha dichiarato: “Attraverso l’associazione Addha, abbiamo già acquistato quasi la totalità degli arredi dagli ex gestori, che peraltro hanno sempre espresso parere favorevole in relazione al nostro progetto. Il ‘Nonunomeno’ ha una valenza sociale rilevante e siamo convinti possa concretizzarsi al di là delle vertenze tra i privati e l’ente comunale”.

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