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Albenga, chiude la casa religiosa delle Suore Orsoline di San Fedele

Domenica prossima il vescovo Borghetti saluterà con una messa di ringraziamento le tre suore rimaste nella struttura

Albenga. Le suore Orsoline di San Fedele lasciano definitivamente Albenga. Come si legge sulla pagina di “Avvenire” di oggi, in un articolo a firma di Eraldo Ciangherotti, chiude la casa religiosa, dove per oltre un secolo, tante suore si sono avvicendate per far crescere ed educare generazioni di ragazze albenganesi.

Domenica prossima, alle 15, nella parrocchia di San Fedele il vescovo Borghetti saluterà con una messa di ringraziamento le tre suore rimaste nella struttura. Da domani, una suora andrà nella casa di riposo delle Suore del Cottolengo a Moncalieri, un’altra si trasferirà a Torino nella comunità del Santuario della Consolata e la terza rimarrà ad Albenga, in un appartamentino in città, per essere ancora, come dice l’interessata, “presenza dell’Incarnazione che è al centro della nostra vita e per poter rendere ancora qualche piccolo servizio”.

La superiora suor Lucia Contini ripercorre ripercorso la storia di questo istituto: “In seguito alla ‘Legge Combe’ del 1903, in Francia iniziò un periodo di persecuzione religiosa; chiuse tutte le scuole cattoliche, le religiose devono scegliere: o lasciare l’abito e condurre una vita da secolare, o andare in esilio. Il 31 luglio 1903 varcano la frontiera di Ventimiglia 14 suore Orsoline francesi dirette alla stazione di Albenga con destinazione San Fedele. Ad attenderle i marchesi Borea Ricci che si offrono di accoglierle nella loro villa di San Fedele. Il 29 settembre dello stesso anno arrivano le prime 16 allieve francesi; il 1° ottobre, 7 allieve italiane. Con il passare degli anni, la ‘Villa Sacro Cuore’, diventa un ben noto istituto che accoglie le fanciulle per seguirle dalla scuola materna all’istituto magistrale. Nel 1936 arriva il riconoscimento legale della scuola media e dell’istituto magistrale. Nel 1955 vengono accolte le prime orfane della Guardia di Finanza”.

Negli anni successivi, poi, le vocazioni diminuiscono, per le suore diventa sempre più difficile continuare a gestire la scuola. La scuola media nel settembre 1987 viene trasferita ad Albenga, nei locali della parrocchia del Sacro Cuore, e poi chiusa nel 1990. Il 21 novembre 1991 la comunità si scioglie; alcune suore sono trasferite a Loreto, altre a Torino, sette rimangono a San Fedele nella “Villa San Marco”. La comunità si sente inserita in modo nuovo tra la gente di San Fedele.

“Radicate nella realtà concreta, vogliono accogliere la vita del popolo con il quale camminano, e cooperare con lui per l’avvenire di un mondo di giustizia e di fraternità” (Libro di Vita I, 7). Il carisma lasciato dal fondatore, contemplare, celebrare, vivere ed annunciare l’Incarnazione del Signore, continua ad essere vissuto.

“Molte di noi suore – spiega suor Lucia – sono arrivate giovanissime in questa città, subito dopo il noviziato. Hanno vissuto il primo mandato qui, con l’entusiasmo dei primi anni. Le giovani ragazze erano attratte da loro e si interrogavano sul loro futuro. Arrivavano in Collegio anche ragazzine dai paesi vicini e da tutta l’Italia; i genitori ce le affidavano con tanta fiducia e stima. Non possiamo dimenticare l’accoglienza della gente di San Fedele, la gioia di averci in mezzo a loro, la semplicità e la generosità nell’offrirci i frutti del loro duro lavoro in campagna. Ancora oggi continuano a portarci frutta e verdura, occasioni preziose scambiare qualche parola. Le funzioni religiose vissute insieme ci hanno legato a questa gente in modo profondo e questo legame rimarrà per sempre”.

“La nostra opera principale – conclude Suor Lucia – sono stati l’insegnamento e la formazione di giovani donne ed insegnanti che, a loro volta, attraverso l’educazione nella scuola o altrove, hanno continuato a trasmettere gli stessi valori umani e cristiani, di generazione in generazione. Ancora oggi incontriamo ex allieve che ci testimoniano la validità e la profondità della nostra azione educativa”.

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