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Lettere al direttore

I Verdi savonesi “bacchettano” Arecco: “Massima opposizione a nuove colate di cemento”

Bruno attacca l'ipotesi di realizzare il porticciolo della Margonara: "Da nessuna parte sta scritto che il progetto Gambardella debba essere realizzato"

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Ieri l’assessore all’urbanistica e vicesindaco di Savona Arecco, nelle inedite vesti di assessore alla cultura, ci ha informato che la mostra in Pinacoteca sui libri riscoperti dalla storica Romilda Saggini, già inseriti nell’antica biblioteca del convento di S.Giacomo, è solo il primo passo per il recupero del complesso monumentale poiché il comune e il locale centrodestra hanno le idee chiare: un porto turistico, un centro commerciale, abitazioni e le strutture storiche potranno essere recuperate nell’ambito dell’intervento privato.

Come abbiamo già detto altre volte il locale centrodestra fa sempre i conti “senza l’oste” poiché noi Verdi, le mamme della Margonara, i comitati di cittadini e cittadine nonché le associazioni ambientaliste ci opporremo ad ogni ulteriore tentativo di cementificazione e privatizzazione del litorale savonese. In questo momento il Comune di Savona potrebbe avere una occasione unica per riqualificare il litorale del Levante cittadino senza intervenire con ulteriori colate di cemento ma anzi potrebbe finalmente riaffermare il ruolo pubblico sulla programmazione dell’uso e dei tempi di utilizzo del suolo dotandosi di uno strumento urbanistico,che disegni tutti gli interventi ammissibili nell’area.

Noi Verdi infatti crediamo che:

a) nessun porto vada realizzato nelle aree della Margonara o a ridosso di esse così come strutture abitative o ulteriori ed inutili centri commerciali, che porterebbero solo all’impoverimento del commercio cittadino;

b) vada realizzata una passeggiata a filo d’acqua,che parta dalla darsena e giunga fino alle aree dismesse delle Funivie;

c) vada verificata la possibile salvaguardia almeno parziale del complesso delle ex Funivie in una logica di recupero di archeologia industriale allo scopo di porvi sia una esposizione permanente sulla storia industriale ed operaia della città che laboratori artistici o start up per giovani artiste o artisti;

d) il porticciolo turistico venga realizzato al più nell’area sottostante le funivie dando la priorità a chi già oggi vi ormeggia la barca ovvero il piccolo cabotaggio locale;

e) recuperare gli atti dei convegni realizzati e i progetti fin qui proposti per creare un recupero del complesso monumentale di S.Giacomo e del sottostante Miramare,che possa risvegliare gli interessi eventuali di una imprenditoria intelligente ed illuminata.

Bisogna infatti ricordare che la sentenza del Consiglio di Stato ha riportato la situazione alla conferenza dei servizi e che da nessuna parte sta scritto che il progetto Gambardella debba essere realizzato o quanto meno debba prevedere la colata di cemento ad oggi in essa previsto.

Occorre che l’assessore all’urbanistica si dedichi meno a “giocare con i pennarelli” e magari osservi di più la città perché Savona rischia una nuova stagione di cemento, che potrebbe solo significare la morte definitiva di ogni speranza di crescita civile.

Danilo Bruno

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