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Università di Genova e Comune di Albenga firmano un accordo per lo studio del territorio costiero fotogallery

Gli studenti saranno impegnati sul campo con rilevamenti e produzioni progettuali

Albenga. Nel luglio scorso la Giunta comunale di Albenga da un lato e il Dipartimento di Architettura e Design (DAD) dell’Università degli Studi di Genova hanno siglato un accordo quadro finalizzato allo sviluppo di metodologie e strumenti per il progetto, la pianificazione e la valutazione dell’ambito costiero albenganese, con particolare riferimento alla sua caratterizzazione ambientale e allo studio delle compatibilità paesistico ambientali dell’area rispetto alle ipotesi territoriali e infrastrutturali di trasformazione degli assetti esistenti.

L’interesse ad una reciproca collaborazione nasce da un lato dall’esigenze fortemente sentita a livello locale di approfondire sotto il profilo dell’analisi e soprattutto della progettualità le tematiche relative alla fascia costiera albenganese, dall’altro nell’interesse del Dipartimento di Architettura nel continuare a sviluppare temi di ricerca sui paesaggi costieri, un tema che caratterizza da anni molti studi portati avanti da docenti, dottorandi e studenti dell’Ateneo genovese.

L’accordo (firmato dal direttore del DAD Enrico Dassori) persegue una linea di collaborazione che vedrà nei prossimi mesi (anche con la collaborazione di giovani studiosi che stanno specializzandosi su questi temi) l’avvio una serie di attività sia di didattica che di ricerca. In particolare i professori Lombardini, Bobbio, insieme all’avvocato Vallerga (titolare presso il dipartimento del corso di Legislazione Urbanistica), saranno da subito impegnati nel tema di interesse e si prevede un allargamento ad altri docenti in un prossimo futuro.

Come noto, per quanto riguarda la fascia litoranea, nel territorio di Albenga, pesa attualmente la previsione dello spostamento a monte dell’attuale linea ferroviaria (il progetto deve ancora partire ufficialmente, ma la previsione è stata già inserita all’interno del Piano Urbanistico in corso di redazione) con una serie di problematiche che rendono urgente ripensare profondamente tutta quest’area, caratterizzata non solo dall’imponente (e fin qui preziosa) presenza della massicciata ferroviaria, ma anche da una fascia agricola di immediato retroterra (quell’area compresa tra la linea di costa e il tracciato dell’Aurelia), che risulta una risorsa importante in prospettiva futura.

L’ipotesi di dismissione della linea ferroviaria, per quanto rimandata ad un futuro non proprio immediato, rappresenta un’opportunità di grande valore perché Albenga possa ripensare un suo ruolo nell’ambito regionale ed extraregionale. La possibilità di coniugare turismo di eccellenza (con nuove ipotesi progettuali tutte da studiare), agricoltura, recupero delle identità storiche della piana e della città (patrimonio di grande valore, unico in Liguria) rappresenta una grande sfida per la quale Comune e Università si impegneranno, da qui ai prossimi mesi, nell’immaginare una Albenga diversa, inedita, tutta da scoprire.

Il mondo universitario accoglie questa iniziativa di ricerca con grande entusiasmo e già dall’autunno inizieranno le prime esperienze di collaborazione che vedranno, in prima battuta, impegnati gli studenti stessi dell’ateneo genovese direttamente sul campo in un’estesa campagna di rilevamenti, interpretazioni e produzione di suggestioni progettuali da condividere prima con l’amministrazione comunale ma più in generale con tutti gli attori locali che trovassero utile fornire il loro supporto.

L’attivazione di workshop residenziali (ossia giornate di studio passate da docenti e studenti a studiare i luoghi ed incontrare gli interlocutori che quei luoghi li vivono giorno per giorno) sarà l’occasione per arrivare in seguito alla realizzazione di mostre, seminari ed esposizioni nelle quali discutere pubblicamente i risultati raggiunti.

La possibilità di far lavorare direttamente sul territorio studenti e ricercatori (si sono già avviate delle tesi di laurea sull’argomento ed alcuni dottorandi stanno anch’essi già lavorando sul territorio albenganese) rappresenta una straordinaria opportunità per l’Università che sempre più vuole radicarsi al territorio della sua Regione per promuovere iniziative di ricerca che partendo da situazioni reali possano fornire strumenti di supporto ai diversi attori locali impegnati quotidianamente con la difficile gestione di un territorio al contempo fragile e complesso.

“Non è vero che i ragazzi non hanno voglia di fare, come vengono dipinti troppo spesso. Questo accordo con l’Università di Genova, che vedrà nei prossimi mesi gli studenti impegnati in questo progetto e in questa esperienza, lo dimostra – dichiara il primo cittadino Giorgio Cangiano – Da sindaco ho avuto modo di constatare che sono invece molto preparati e con tanta voglia di fare e mettersi in gioco per la collettività”.

“Il territorio interessato dall’accordo comprende tutto il tratto di costa che va dal centro abitato al confine con il comune di Ceriale, che è una parte di territorio significativa per via delle aspettative che ci sono in essere, sottoutilizzata e condizionata dalla presenza della ferrovia – spiega l’assessore comunale all’Ambiente Mariangelo Vio – Il progetto di spostamento della linea a monte, che ci auguriamo venga realizzato, è una delle riflessioni che si possono fare grazie a questo accordo”

“L’Università di Genova ha dato la propria disponibilità a collaborare su questi temi e credo che non ci sia migliore interlocutore a cui affidare un primo approccio che non vuole essere una progettualità ma semplicemente la messa in campo di idee e da parte dei giovani dell’ateneo”, prosegue Vio.

“Su quella parte di territorio incidono dei canali di smaltimento delle acque meteoriche che oggi svolgono questa funzione ma hanno anche il limite di essere sovraccarichi rispetto al loro dimensionamento. Gli studenti possono domandarsi, ad esempio, quale elemento può evitare sulle bocche dei canali gli effetti negativi delle mareggiate e considerare quali interventi mettere in atto”, conclude l’assessore comunale.

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