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Lettere al direttore

Savona, pedonalizzazione del centro. Bruno: “Il progetto sembra un’esercitazione all’uso dei pennarelli”

Serve una pianificazione affiancata alla elaborazione del PUC

Savona. Nei giorni scorsi è apparso sulla stampa locale un progetto di parziale pedonalizzazione del centro ottocentesco, che più che una proposta razionale pareva quasi una esercitazione all’uso dei “pennarelli” fatta dallo staff dell’assessore all’Urbanistica, di cui peraltro ci è ignota la composizione.

Noi Verdi abbiamo sempre sostenuto tutte le ipotesi di pedonalizzazione del centro ottocentesco e soprattutto la necessità di un uso diverso e frequente del trasporto pubblico ma in una logica di pianificazione affiancata alla elaborazione del Piano Urbanistico Comunale, non tirando delle semplici linee colorate su una qualsiasi cartina del centro città.

Ci permettiamo infatti di sollevare alcuni dubbi:

  1. Perché la discussione sul traffico in città non viene affrontata pure con i comuni del comprensorio poiche’ proprio dalla loro direzione giunge il maggiore flusso di traffico cittadino?
  2. Perché i parcheggi non vengono pensati in una logica di scambio all’ingresso della città se non del comprensorio in modo da liberare spazi per i residenti e le cittadine savonesi invece di continuare a studiare nuovi parcheggi in centro città e nuovi balzelli per ripianare il bilancio comunale? (gli 800 posti macchina a pagamento di possibile nuova istituzione)
  3. Perché TPL non è stata coinvolta nello studio dato che è direttamente interessata all’aumento e alla modifica eventuale delle corse dei bus?
  4. Perché si favoleggia da un lato l’utilizzo della rotaia come strumento alternativo di trasporto comprensoriale e verso la valle Bormida e poi si continua a ragionare in una logica di gomma?
  5. Perché il piano suddetto non tiene conto della istituzione del nuovo mercato in centro o forse vi sono due “leghe”: quella dei pennarelli (Arecco) che non parla con quella, che si occupa di commercio e di cui stiamo ansiosamente aspettando proposte operative sull’occupazione (Zunato)?
  6. Perché il piano suddetto non affronta il tema del prossimo micidiale carico di camion che si riverseranno sulla città a seguito della piattaforma Maersk in assenza di concreti trasporti ferroviari e di un casello dedicato al momento?
  7. Perché il piano non prevede un’area di sosta per i camion da costruire comprensorialmente con tutti i necessari supporti logistici invece di lasciarli abbandonati tra l’autoparco autostradale e il limitrofo piazzale?
  8. Perché non si affronta il problema di una mobilità comprensoriale dato che è noto che l’attuale Aurelia bis ben poco potrà contro il soffocamento per inquinamento della città di Savona?

Questi sono solo alcuni dubbi scritti nell’immediato ma che dimostrano, come già avevano insegnato Platone e Aristotele, che l’arte di governare è estremamente complessa e implica attente considerazioni territoriali e ambientali e non mere esercitazioni cartografiche con righe e pennarelli.

Danilo Bruno

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