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Savona, condannato il rapinatore seriale delle gioiellerie fotogallery

Nei guai era finito un 40enne piemontese: doveva rispondere di tre assalti e di un colpo non andato a buon fine

Savona. Tra l’agosto e il dicembre del 2016 aveva rapinato tre gioiellerie a Savona ed aveva tentato un assalto, poi fallito, ad una tabaccheria. A fermare il bandito seriale, Giovanni De Bortoli, quarantenne originario di Vezza d’Alba (in provincia di Cuneo), ci avevano pensato i carabinieri di Savona che erano riusciti ad identificarlo ed arrestarlo nel febbraio scorso dopo una complessa ed accurata indagine.

giovanni de bortoli

Ieri mattina, De Bortoli è stato giudicato con un rito abbreviato dal giudice Francesco Meloni (davanti al quale l’imputato ha confessato) che lo ha condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione e 1400 euro di multa. Il rapinatore, al momento, resta quindi detenuto nel carcere di Asti.

A tradire il bandito era stata un’impronta parziale, lasciata nella tabaccheria di via Gnocchi Viani a Savona, dove aveva tentato una rapina, ma anche il nuovo sistema di verifica delle targhe, gestito dalla polizia municipale, che aveva permesso di risalire alla sua auto.

Così i militari savonesi erano risaliti a De Bortoli che era stato intercettato a Carmagnola, in un bar che era solito frequentare. L’uomo doveva rispondere della rapina alla gioielleria Dupanloup di via Paleocapa del 3 agosto 2016, di quella alla gioielleria “2 M Monzeglio” di via Torino il 12 agosto, del tentativo di rapina alla tabaccheria di via Gnocchi Viani (non riuscita per la pronta reazione del gestore che gli aveva detto “Ho appena aperto, non ti conviene perché ho solo 50 euro” mettendolo, di fatto, in fuga) del 29 ottobre ed infine dell’assalto del 30 dicembre alla gioielleria “De Stefano” in via Torino.

Oltre all’impronta, sulla quale sono stati decisivi i riscontri investigativi ottenuti dal Ris di Parma, ad incastrare il 40enne sono stati i movimenti con la sua auto, una Audi A4 regolarmente intestata, anche se durante i colpi utilizzava una targa falsificata. L’uomo, inoltre, quasi sempre agiva a volto scoperto (solo in un caso aveva indossato un berretto da baseball) ed aveva anche uno strano tremolio al labbro, descritto dalle vittime delle rapine. Infine, per confermare la sua identità, era stata determinante anche la perizia fisiognomica effettuata dal gabinetto della polizia scientifica di Genova sui filmati catturati dalle telecamere di videosorveglianza presenti negli esercizi colpiti.

giovanni de bortoli

Il quarantenne durante i suoi “raid” era sempre armato (arma non trovata dai militari), ma non ha mai usato violenza. Secondo la stima dei carabinieri di Savona il bottino complessivo delle rapine era di quasi 200 mila euro: solo nel “colpo” alla gioielleria Dupanloup era riuscito a portare via un orologio Rolex Daytona del valore di 30 mila euro.

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