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Pietra Ligure, riqualificazione piazza Vittorio Emanuele II. Canciani: “In parte condivido ma le priorità sono altre”

"C'è un'opera che attende di essere completata: il ponte sul fiume Maremola"

Pietra Ligure. “Ogni sindaco durante la sua amministrazione vuole lasciare la propria ‘firma’ con opere a volte futili e con spreco di denaro pubblico che potrebbe essere impegnato in maniera più utile per i propri cittadini. Il rifacimento imminente di piazza Vittorio Emanuele II (che personalmente in parte condivido) non doveva essere sicuramente una priorità per la città dal momento in cui ci troviamo di fronte ad un’opera che attende di essere completata come il ponte sul fiume Maremola”. A dirlo è Matteo Canciani, esponente di Forza Italia e del Movimento Politica per Passione.

“L’ammontare della spesa per la riqualificazione della piazza, che l’amministrazione dovrebbe sostenere, poteva essere in parte accantonata e una minima parte utilizzata per pulire e riqualificare zone della città poco considerate – prosegue – Non metto in dubbio le difficoltà nell’amministrare e nell’accontentare il cittadino dopo che per dieci anni ha visto, grazie all’ex sindaco De Vincenzi e alla sua squadra, una valorizzazione di Pietra Ligure come non era mai avvenuta prima”.

“Ricordo che durante la mia candidatura alle scorse elezioni parlando con un cittadino dissi: ‘Qualsiasi lista con qualsiasi candidato vince questa tornata elettorale avrà molteplici difficoltà nell’amministrare e nell’accontentare il cittadino e saranno 5 anni di ‘amministrazione ombra’ – afferma Canciani – Un po’ come la città di Alassio con Melgrati che la governò per due mandati aumentando il suo splendore e trasformandola in fiore all’occhiello sia della Liguria sia a livello nazionale”.

“Melgrati e De Vincenzi sono due personaggi contrapposti politicamente ma che hanno una capacità amministrativa che pochi possono vantare – dichiara ancora l’esponente politico – Tra pochi mesi gli alassini andranno alle urne e spero che i cittadini sappiano decidere al meglio a chi fare amministrare il proprio paese investendo in opere che servono realmente per la riqualificazione della città, cercando di reperire denaro non solo dallo Stato centrale, visto il decimarsi di risorse provenienti da Roma”.

“Le parole e le azioni populiste da solo non servono per amministrare una cittadina come Alassio che ha un repentino bisogno anche di piccole opere per non essere considerata, agli occhi della gente, una cittadina qualsiasi della Riviera delle Palme”, conclude il politico.

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