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Troppo lavoro per i dipendenti e bilancio in ritardo: il sindaco di Finale pronto al “passo indietro” sull’Unione dei Comuni

In una riunione venerdì il primo cittadino ha proposto di togliere alcune funzioni all'Unione: "Dobbiamo capire qual è la migliore organizzazione"

Finale Ligure. Il sindaco di Finale, Ugo Frascherelli, sarebbe pronto ad accogliere il suggerimento del Partito Democratico e a fare un parziale “dietrofront” sull’Unione dei Comuni. E’ quanto sarebbe emerso venerdì in una riunione insieme al sindaco di Orco Feglino, Roberto Barelli, ed alle capogruppo di minoranza Simona Simonetti e Marinella Geremia.

La voce che il Pd avesse dato “lo stop” a Frascherelli sull’Unione dei Comuni girava ormai da un po’: troppo “faticosa” per i dipendenti, che si trovano ad affrontare una mole maggiore di lavoro senza che questo possa essergli riconosciuto a livello economico, magari sotto forma di “premi”. E così il malessere manifestato a più riprese dai dipendenti avrebbe convinto il sindaco di Finale a rivedere il progetto originario, che prevedeva un nuovo trasferimento di deleghe dal Comune all’Unione a partire da gennaio 2018.

Al contrario, nella riunione di venerdì Frascherelli avrebbe annunciato l’intenzione di far tornare di competenza dell’amministrazione finalese tre delle deleghe finora già trasferite all’Unione, ossia Turismo, Scuola e Sociale. All’Unione dei Comuni resterebbero quindi soltanto quelle legate alla Protezione Civile ed alla Centrale Unica di Committenza.

unione comuni finalese

“Il Pd non mi ha dato ‘uno stop’ – chiarisce Frascherelli – ha solo manifestato, rispetto al cronoprogramma che prevedeva il trasferimento di tutte funzioni entro il 1 gennaio, una preoccupazione legata alla rappresentatività politica: avremmo ‘svuotato’ di potere i consigli comunali ritrovandoci con un solo consiglio sovrano, quello dell’Unione. A questo però si poteva rimediare rendendo il consiglio dell’Unione più rappresentativo rispetto a quello attuale, approfittando del fatto che non c’è più la norma che impediva di superare come numero di consiglieri quello del consiglio comunale più grande. In realtà a suggerirci le modifiche è stato constatare che non riusciremmo ad approvare il bilancio di previsione entro fine anno, il che rischierebbe di paralizzare l’operatività dell’Unione”.

“Inoltre – prosegue il sindaco di Finale – il trasferimento di funzioni include quello del personale, il che implica anche questioni di tipo sindacale che richiedono tempo per essere affrontate. Quindi abbiamo deciso di procedere diversamente: siccome è vero che in questi anni l’Unione ha gravato principalmente sugli uffici di staff, saremo costretti a sgravare l’Unione dei servizi di Turismo, Scuola e Sociale e dargli invece competenza su altri servizi che gravano diversamente sulle nostre risorse umane. Infine, visto che andiamo incontro ad elezioni tra 2 anni, riteniamo che un tema così importante come quello dell’Unione debba essere affrontato anche in campagna elettorale. Se la situazione nazionale resta quella attuale, con la scomparsa degli enti di secondo livello e trasferimenti nulli, aiutare i piccoli Comuni dell’entroterra diventa indispensabile: una delle motivazioni principali dell’Unione è proprio quella di garantire servizi paritari anche ai territori con meno risorse”.

“In effetti stiamo valutando una serie di azioni da intraprendere per capire come portare avanti il cronoprogramma – conferma il sindaco di Orco Feglino, Roberto Barelli – L’unica cosa che al momento possiamo dire con certezza è che non c’è alcun ripensamento politico sull’opportunità di proseguire questo percorso. Nessuno pensa che questo sia stato un passo sbagliato: si tratta solo di prendere atto di alcune difficoltà organizzative e di staff e capire come modificare l’organizzazione perché il tutto funzioni”.

In attesa di capire cosa cambierà, comunque, resta il “grattacapo politico” che un passo indietro, anche parziale, rispetto ai piani originari potrebbe creare a Frascherelli. Il primo cittadino finalese è sempre stato uno dei sostenitori più convinti del progetto, e questo stop potrebbe rafforzare l’opposizione. “Mi rendo conto che può essere letto come un passo indietro – ammette Frascherelli – ma in realtà dobbiamo solo aggiustare il tiro. Certo, se ci fosse maggior aiuto a livello statale o regionale, con la possibilità di dare qualcosa in più a chi lavora, invece di avere tutto gratuito, sarebbe più facile… non è giusto che i dipendenti debbano lavorare il doppio senza avere nulla in più. In ogni caso il progetto dell’Unione resta, in questo momento vive solo una difficoltà di natura prettamente amministrativa che vedremo di superare”.

Commenti

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  1. Scritto da Stefano61

    L’unione dei Comuni è esistita da almeno 150 anni, con la legge 20/3/1865,il comune di Finalpia, accorpò a se Varigotti e Calvisio, Finalborgo accorpò Gorra, e cosi via. Nel 1927 si riunificò i tre Comuni di Marina, Borgo e Pia. La domanda da porsi, oggi, è: quale vantaggio ha avuto Finale Ligure ha fare questa Unione, con Feglino? la risposta è chiarissima: nessuno. Ben più impostante (forse)sarebbe stato, a parer mio, farla con il Comune di Calice. Forse per questo Finale ha avuto un piccolo contributo economico, ma questo non basta a giustificare questa Unione. Bisogna avere il coraggio di annullare tutto, e ripartire da capo con semplici rapporti di buon vicinato.