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Festa dell’Unità, area di crisi complessa: “Coinvolgere il campus e creare nuove filiere produttive” foto

La piattaforma Maersk potrò fare da traino ma pesa il gap infrastrutturale del savonese

Savona. Area di crisi complessa, strumento per la ripresa e lo sviluppo del territorio savonese: questo il tema affrontato nel dibattito serale che si è svolto ieri sera alla Festa dell’Unità di Savona, nel quale hanno preso parte il presidente della Provincia Monica Giuliano, l’ex sindaco di Cairo Fulvio Briano, il segretario provinciale della Cgil Giulia Stella, il segretario provinciale della Uil Emanuele Guastavino e il segretario provinciale della Cisl Claudio Bosio, oltre al coordinatore provinciale di Legacoop Mattia Rossi.

Rilancio economico attraverso l’insediamento di nuove aziende e la ricollocazione dei tanti lavoratori in cassa integrazione o usciti dal mercato del lavoro a seguito della pesante crisi industriale che ha colpito negli ultimi cinque anni il savonese: questo l’obiettivo del provvedimento riguardante la provincia di Savona. Entro l’anno è prevista la stesura dell’accordo di programma che darà il via ai bandi per le 38 aree disponibili individuate sul territorio savonese per l’arrivo di nuovi investimenti e nuove realtà produttive.

Naturalmente, anche grazie alla realizzazione della piattaforma Maersk, le aree vadesi sembrano le più appetibili sul fronte dei settori della logistica e dei trasporti, tuttavia anche per la Val Bormida si possono aprire possibilità per la retroportualità. Ma non solo, o meglio non basta: sarà indispensabile creare le condizioni per portare nel savonese filiere produttive che possano creare sviluppo duraturo e soprattutto garantire una nuova occupazione per tanti lavoratori.

Servizi ma anche energia e altri settori innovativi possono rappresentare una occasione di crescita, fornendo anche un lavoro qualificato: per questo, sia i sindacati quanto Provincia e Comuni credono che un ruolo importante potrebbe giocarlo lo stesso Campus universitario di Savona, all’avanguardia su progetti energetici, ricerca e innovazione.

festa unità

“In altre zone d’Italia le aree di crisi complessa non stanno portando i risultati sperati, per il savonese non possiamo perdere questa opportunità e bisogna lavorare per realizzare una progettualità di rilancio economico e occupazionale coordinata e capace di attrarre le aziende interessate alle aree” è stato il monito lanciato dagli ospiti del dibattito.

Da questo punto di vista non sono mancate riflessioni sulla pesante carenza infrastrutturale del nostro territorio, strade, autostrada e ferrovia non adeguate alle esigenze di movimentazione delle merci così come per le esigenze di mobilità territoriale di gruppi imprenditoriali, che potrebbero essere restii ad investire nel savonese.

Inoltre, sullo sfondo dell’area di crisi complessa, restano ancora vertenze e questioni industriali aperte, che potrebbero essere direttamente o indirettamente coinvolte nel progetto, in primis Bombardier a Vado Ligure, ma anche la vicenda della Piaggio Aerospace alle prese con un piano industriale che ridimensiona segmenti produttivi e posti di lavoro, senza contare l’ultima tegola rappresentata dalla nautica e dalla grave crisi di Mondomarine a Savona.

Provincia, Comuni interessati e organizzazioni sindacali sono pronti a fare la loro parte, così come dovrà farla la politica, accelerando con l’iter amministrativo nell’ambito del tavolo tecnico e lavorando ad un piano strutturato che consenta l’insediamento di nuove aziende.

Infine, si dovrà mettere mano alla formazione (per la quale serviranno risorse), elemento essenziale del progetto e indispensabile per i lavoratori che dovranno essere ricollocati.

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