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Doppia evasione dai domiciliari e adescamenti ai minori: il “maniaco” del bus va in carcere foto

Il 54enne che giovedì scorso era stato denunciato per aver cercato di adescare un ragazzino ad Andora sarà sottoposto ad una perizia psichiatrica

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Andora. Dopo due denunce a piede libero e tre arresti nel giro di cinque giorni, da questa mattina, A.S., il cinquantaquattrenne di Stellanello finito nei guai per aver cercato di adescare un minorenne in vacanza ad Andora, è in carcere. Lo ha deciso il giudice Laura De Dominicis durante il secondo processo per direttissima in due giorni, che vedeva imputato l’uomo per evasione dagli arresti domiciliari.

Ieri, infatti, A.S. dopo aver patteggiato un anno di reclusione in tribunale per essere evaso dai domiciliari è stato nuovamente sorpreso in giro dai carabinieri di Andora che, di conseguenza, lo hanno arrestato per la seconda volta in meno di 24 ore. Ai militari l’uomo avrebbe spiegato di essere uscito di casa per compare le sigarette.

Questa mattina, durante la nuova udienza di convalida, il suo difensore d’ufficio, l’avvocato Gabriele Spotorno ha chiesto che l’uomo venga giudicato con un rito abbreviato condizionato all’esecuzione di una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e volere dell’imputato. Richiesta accolta dal giudice che ha rinviato il processo al prossimo 7 settembre per il conferimento dell’incarico allo specialista che effettuerà l’esame.

Nel frattempo A.S. dovrà quindi restare in carcere (come era stato chiesto anche dal pm Vincenzo Carusi dopo entrambi gli arresti). Il primo arresto del cinquantaquattrenne era scattato a Sanremo per l’accusa di atti osceni in luogo pubblico con l’aggravante di essere stati commessi in presenza di minori. A mettergli le manette erano stati i poliziotti del commissariato della città dei Fiori dopo che l’uomo si era masturbato a bordo di un bus di linea nella tratta Sanremo-Arma di Taggia.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, A.S. era salito sul mezzo pubblico e, dopo aver visto due ragazzine, aveva iniziato a fissarle mentre compiva il gesto di autoerotismo (senza levarsi i pantaloni). Fortunatamente altri passeggeri si erano accorti di quello che stava succedendo ed avevano chiesto aiuto al 113 che gli avevano messo le manette ai polsi.

Sabato l’arresto era stato convalidato in tribunale ad Imperia dove il giudice aveva disposto per lui gli arresti domiciliari (tenendo anche conto che, oltre alla denuncia dei carabinieri di Alassio per l’episodio di Andora un provvedimento analogo era stato emesso per aver cercato di adescare dei minori anche a Taggia). Peccato che A.S. qualche ora dopo fosse stato sorpreso dai carabinieri del Nor di Alassio, anziché a casa, al bar. Per questo era finito di nuovo in manette per evasione.

Ieri mattina, quindi, era stato processato per direttissima a Savona ed aveva patteggiato appunto un anno di reclusione. Il giudice aveva disposto per lui ancora una volta gli arresti domiciliari. Nel pomeriggio però era arrivato l’ennesimo colpo di scena: A.S. era stato trovato ancora una volta lontano da casa e, di conseguenza, era stato arrestato per la secondo volta in due giorni per evasione. Stavolta però per lui le porte del carcere si sono aperte davvero.

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