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Consegnato il premio Alassio Centolibri a Donatella Di Pietrantonio

Ieri sera in piazza Partigiani la cerimonia condotta da Gerry Scotti

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Alassio. Il Premio Alassio Centolibri – Un Autore per l’Europa consegnato a Donatella Di Pietrantonio per il suo romanzo “L’arminuta” (2017, Giulio Einaudi Editore).

Ieri sera in piazza Partigiani, la cerimonia di premiazione condotta da Gerry Scotti, alla presenza del sindaco Enzo Canepa, dell’assessore alla Cultura Simone Rossi, del prof. Franco Gallea e della giuria di italianisti presieduta da Ernesto Ferrero e formata da professori di letteratura italiana di prestigiose Università europee.

L’iniziativa, creata, organizzata e promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Alassio e dalla Biblioteca Civica “Renzo Deaglio”, gode del riconoscimento dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i beni e le attività culturali, del Ministero per gli affari esteri e della Regione Liguria.

Nella serata, che ha ospitato anche le esibizioni di Greta Mascheretti e di Monia Russo, l’autrice Donatella Di Pietrantonio ha firmato la “piastrella”, su invito di Luisella Berrino, che sarà posta sul celebre “Muretto” di Alassio.

Di seguito, le motivazioni della giuria:

Alla sua terza prova narrativa, Donatella Di Pietrantonio ci consegna uno dei romanzi più convincenti degli ultimi anni. In un Abruzzo degli anni ‘70, che sembra condannato a un immobilismo fuori della Storia, una ragazzina di tredici anni si vede improvvisamente restituita, senza una spiegazione plausibile, alla sua famiglia biologica che non ha mai conosciuto, quella stessa che per difficoltà economiche l’aveva affidata a parenti benestanti, secondo un uso piuttosto frequente in quegli anni. Oggetto di un doppio abbandono, diventa l’Arminuta, la ritornata, e si ritrova ad affrontare i misteri dolorosi di quel passaggio forzato, e le asprezze di una condizione diversa e penosa. Dovrà sciogliere una matassa di silenzi e reticenze, di piccole e grandi viltà.

Con esemplare asciuttezza espressiva, che si avvale dell’incisività del dialetto senza nulla concedere al facile colore, Donatella Di Pietrantonio ha scritto un romanzo di formazione capace di scandagliare anche i lati oscuri della maternità e l’intensità del rapporto tra fratelli. Spicca tra i personaggi, restituiti nelle loro debolezze e nelle fatiche del loro vivere, quello indimenticabile della sorella Adriana.

In un’epoca in cui anche la scrittura sembra minacciata da una sorta di populismo che mira a sollecitare un facile consenso, Donatella Di Pietrantonio, fedele al suo sapiente artigianato, si muove controcorrente, dimostrando come la vera letteratura resti un insostituibile strumento conoscitivo.

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