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Ciangherotti e Perrone (FI): “Albenga e gli altri Comuni intitolino strade e piazze a Giuseppina Ghersi”

"Sia resa giustizia alla povera Giuseppina"

Albenga intitoli una via a Giuseppina Ghersi. E’ questa la richiesta avanzata dai due consiglieri di minoranza di Forza Italia di Albenga, Eraldo Ciangherotti e Ginetta Perrone, ai loro colleghi del parlamentino ingauno.

“Giuseppina Ghersi – ricordano i due esponenti forzisti, è la bambina di soli 13 anni che, ‘colpevole’ di aver parlato con alcuni San Marco alloggiati al piano terra della palazzina dove lei abitava e di aver ricevuto da Mussolini una lettera di complimenti per un tema che aveva vinto un concorso, fu sequestrata il 25 aprile del 1945 da tre partigiani, portata al campo di Legino. Qui le fu rasata alla testa e dove venne pestata a sangue, seviziata e abusata per diversi giorni sotto gli occhi dei genitori fino a quando il 30 aprile venne uccisa con un colpo di pistola e gettata nella fossa comune. Una storia agghiacciante, purtroppo per troppo tempo ignorata”.

“Presenteremo una mozione in consiglio comunale e come ad Albenga, anche altri Comuni della provincia di Savona ci auguriamo seguano il nostro invito per intitolare strade o piazze a questa innocente martire della guerra”.

Qualcuno, come Noli, ci ha già pensato: “Il prossimo 30 settembre in piazza Rosselli a Noli nessun cittadino di buon senso della nostra provincia può mancare all’inaugurazione della lapide per la piccola Giuseppina. Noi saremo presenti, perché la bambina è stata una vittima innocente delle lotte fratricide tra adulti ed è ora di smetterla di rimanere legati all’odio dell’epoca della guerra civile. La liberazione della patria fu buona cosa, ma non giustifica in alcun modo la vendetta sanguinaria. Alcuni partigiani commisero atti molto simili a quelli dei nemici, come peraltro testimoniato da molti libri di storia: è bene riconoscerlo e non nascondersi dietro a un dito”.

“Questa lapide ci auguriamo metta la parola fine all’odio fratricida che portò anche per vendette ad uccidere fratelli solo perché della parte opposta con processi sommari. In un’epoca di democrazia, le fazioni dovrebbero essere superate. I giovani innocenti si trovavano in mezzo subendo anche martiri atroci. Sia resa giustizia alla povera Giuseppina”, concludono Ciangherotti e Perrone.

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