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Savona, non c’è spazio per il team Dibari: “La mia società ha bisogno di un ring per allenarsi”

L'Asd Sport Savona Arti Marziali è cresciuta nel numero di praticanti e si trova in una situazione di emergenza

Savona. La carenza di impianti sportivi è un problema atavico in Liguria, che si manifesta ripetutamente da ponente a levante. In molti casi le società sportive, grazie al loro lavoro costante e valido, crescono nel numero di praticanti finendo col necessitare di un maggior numero di ore se non di nuovi impianti. Ma ritagliarsi spazi è difficile, con il rischio di veder gettato al vento ciò che è stato seminato.

È quanto è accaduto all’Asd Sport Savona Arti Marziali. La società, presieduta da Lorenzo Dibari (nella foto), conta circa sessanta soci praticanti ma non riesce a trovare un impianto idoneo per allenarsi. Pertanto lo stesso maestro ha scritto una lettera aperta, indirizzata al Coni, per rendere nota la sua situazione.

La mia società sportiva nasce nel 2008 ed ha sempre collaborato con il Comune di Savona per quanto concerne gli impianti sportivi. È sempre stata affiliata alla Federazione Pugilistica Italiana del Coni ed affiliata ente promozione Libertas riconosciuta dal Coni e Wapsac Italia”.

Dopo diversi anni, con l’incremento degli iscritti, atleti giovanili e atleti agonisti, la società sportiva ha dovuto spostarsi dagli impianti a locali privati sostenendo utenze e spese di affitto. “Un prezzo molto alto per una società sportiva dilettantistica – sottolinea Dibari -. Durante questi anni ho avuto notevole esposizione di successo a livello agonistico della Federazione Pugilistica, abbiamo vinto titoli liguri e partecipato ai campionati italiani, avuto tanti atleti élite con ottimi risultati, e ad oggi con un’atleta che vince per due anni consecutivi i nazionali seconda serie e partecipando ai campionati universitari guadagnandosi il bronzo. Inoltre vantiamo importanti affermazioni a livello agonistico in kick boxing k1 free punch sanda con svariati titoli nazionali europei e mondiali, sia dilettantistici che professionistici”.

“Ogni anno – prosegue il maestro – siamo impegnati nel sociale, organizziamo corsi di autodifesa femminile in vista della giornata internazionale contro la violenza di genere. Sono promotore del Gran Galà Ring Fighter, evento che si ripete ogni anno, radunando più maestri, team ed atleti importanti di discipline marziali, sport da ring e non. Nel frattempo, nel corso degli anni, è cambiata la giunta comunale e pensavo che le cose cambiassero con il nuovo regolamento approvato dalla stessa ed avere uno spazio per noi. Basta poco: uno si tiene un impianto e l’altro idem… è facile!”.

Dibari viene al nocciolo della questione: “Sono dovuto ricorrere nuovamente agli impianti sportivi chiedendo l’utilizzo del palazzetto dello sport di Savona in quanto ci serve un ring. La mia società sportiva attualmente risulta essere senza alcun impianto sportivo. Mi hanno proposto locali alla quale ho dovuto rifiutare in quanto non idonei alla mia attività: locali semplici, dove non posso appendere sacchi e posizionare ring. Delle ore richieste al palazzetto dello sport, sono state confermate solo ore pomeridiane, nel primo pomeriggio, che non utilizzo in quanto il corso dei bambini coincide con il rientro pomeridiano scolastico”.

“Rivolgendoci all’ufficio preposto – racconta – c’è stato riferito che le ore da noi richieste non sono ci sono state concesse perché sono impegnate da una società sportiva. La stessa però, ha già un impianto appartenente al Comune ore 24. Purtroppo non ci sono impianti disponibili per noi, ma anche vero che più associazioni hanno ore impegnate in più impianti sportivi. Il regolamento degli impianti riporta che le associazioni devono utilizzare un solo impianto lasciando spazio idoneo per l’attività che svolge (nel nostro caso lo sport da ring) a chi ne fa richiesta!“.

Non capisco il perché la mia società non possa usufruire l’utilizzo del palazzetto dello sport se le altre società sportive hanno già con un impianto sportivo assegnato. L’assessore allo sport deve garantire tutto lo sport cittadino ed andare incontro a tutti e non solo a qualcuno. Non viene fatta una vera politica sportiva, le altre città hanno una consulta comunale sullo sport per parlare dei problemi sullo sport e di impiantistica. A Savona per quanto concerne lo sport siamo all’anno zero! Sono rammaricato e molto dispiaciuto per tale situazione – conclude Dibari -. Mi faccio sentire affinché anche la mia società sportiva possa avere un ring! Lo sport è di tutti e per tutti!“.

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