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Basilico a secco ad Andora, i coltivatori si appellano al Comune e Prefettura

Chiesta una chiara presa di posizione dell’amministrazione affinché venga trovata una soluzione al problema

Andora. Per i coltivatori e le aziende di Andora è un momento difficile. La produzione del basilico, seconda solo alla Piana di Albenga, ormai a fine coltura, ha sofferto enormemente la carenza di idrica elemento fondamentale di questa pianta. Diversi pozzi non sono riusciti, e non riescono tutt’ora ad alimentarsi raccogliendo quantità d’acqua insufficienti per una corretta gestione delle colture, penalizzando fortemente la stagione, e con il rischio appunto di perdere l’intera produzione invernale. A lanciare il grido d’allarme le venti aziende agricole dell’Andorese alle quali si è unito anche il Consorzio irriguo e di miglioramento fondiario “Pozzi Quaglia” che raggruppa sedici coltivatori.

Insieme hanno chiesto a gran voce all’amministrazione comunale e alla prefettura “di iniziare ad intraprendere quelle azioni propedeutiche ad un utilizzo razionale dell’acqua già dai primi giorni di luglio”. Dal Comune è stato fatto sapere che esiste un’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua potabile per attività che non siano ad esclusivo uso domestico per le frazioni di Conna e Garassini. Ma il Consorzio e le aziende invitano ad estendere il provvedimento a tutta la cittadina limitando l’uso dell’acqua ad esempio negli stabilimenti balneari, giardini pubblici e privati e quant’altro, cercando in questo modo di risparmiare il più possibile le risorse idriche. Andora, va ricordato, è alimentata dall’acquedotto del Roja da ponente e da una serie di pozzi esistenti sul territorio comunale. A rimanere completamente a secco sono quelli ad uso agricolo, un comparto importante del tessuto economico della zona con ripercussioni pesanti per le aziende, le loro famiglie e l’occupazione non solo stagionale, ma annuale. Oltre al famoso ed apprezzato basilico dop, sono a rischio anche gli ortaggi, la frutta e le uve per la produzione del Vermentino e del Pigato doc.

Non solo il Consorzio, ma anche la Coldiretti ha sottolineato che “a luglio la situazione risultava essere preoccupante per la gestione di alcune coltivazioni di punta della Piana Andorese quali appunto il basilico tanto che ha chiesto una particolare attenzione nei confronti del settore iniziando a porre in essere tutti quei provvedimenti finalizzati alla tutela del raccolto oggi presente in campo”. Una lettera, come detto, è stata inoltrata anche alla Prefettura dove viene sottolineata “l’impossibilità ad irrigare i campi, essendo i pozzi e le vasche rimasti a secco. Il rischio è anche quello di non poter predisporre la semina e la coltivazione per i mesi autunnali e invernali”. Tra l’altro gli stessi coltivatori diretti chiedono al Comune di conoscere gli aspetti tecnici della problematica in corso, aldilà del contingente periodo di siccità. Propongono l’apertura di un tavolo di confronto permanente per trovare le soluzioni più idonee e soddisfacenti sia per l’ente che per il comparto agricolo. Gli stessi coltivatori da una settimana attendono anche una risposta della Prefettura dopo aver presentato una chiara fotografia della situazione.

I coltivatori chiedono pertanto una chiara presa di posizione dell’amministrazione affinché venga trovata una soluzione al problema per sostenere il settore produttivo, che “è non da meno a tutti gli altri presenti nella cittadina del ponente. Da luglio attendiamo una risposta che non è ancora arrivata”.

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