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I vantaggi della “canapa utile”: risorsa ambientale e nuovo redditto per gli agricoltori savonesi

Il portavoce dei Verdi chiede una accelerata sulla proposta di legge regionale

Savona. “Sì alla canapa utile, risorsa ambientale e medica, possibile fonte di lavoro e nuovo reddito per gli agricoltori savonesi”. Lo afferma il portavoce provinciale dei Verdi Gabriello Castellazzi che torna sulla proposta di legge regionale per promuovere la coltivazione della “canapa attiva”, la cosiddetta “canapa utile”. “Un tipo di canapa selezionata scientificamente, non utilizzabile come “droga” (perché ha un tenore bassissimo di sostanza attiva – 0,2% THC-Tretraidrocannabinolo – responsabile delle proprietà psicoattive), utilizzabile invece per molti altri usi (alimentari, ecc.)” afferma ancora l’esponente dei Verdi.

“La coltivazione di canapa da noi ha origini antiche e, facilitata dal nostro clima, è sempre stata coltivata con grande facilità. Questa nuova “canapa utile” può svolgere oggi anche una funzione di contrasto al dissesto idrogeologico perché utilizzabile a fini di bonifica e recupero di terreni abbandonati. Addirittura, da un documento risalente al 1190, risulta che nel finalese e nel ponente savonese vi fossero coltivazioni di canapa, lavorata poi nelle filande per la tessitura di corde, vele, canovacci, coperte, lenzuola e torselli (rotoli unici di tela per realizzare tende e tovaglie). In un rapporto commerciale del 1822 sono riportate le produzioni di canapa finalese lavorata ed esportata sotto forma di tele e corde”.

“Vediamo come si presenta la situazione oggi nel nostro continente: Da una relazione di Legambiente risulta che attualmente in Europa si coltivino circa 30.000 ettari di canapa, di cui oltre 10.000 solo in Francia. In Italia siamo sui 3000 ettari (un piccolo “boom” se si pensa che 5 anni fa erano solo poche centinaia) ma niente in confronto al passato (negli anni ’30 si toccarono i 90.000 ettari). La canapa si coltiva facilmente perché odia l’inquinamento, non ha bisogno di diserbanti e il suo stelo si allunga rapidamente soffocando le piante infestanti”.

“Ogni parte di questa interessante pianta ha il suo utilizzo: il fiore (birre, tisane, oli essenziali), il seme (olio e farina con cui si producono alimenti, cosmetici, saponi), gli steli (da cui derivano sia la fibra per tessuti, corde, componenti per auto, pannelli isolanti e in bio-edilizia per fare mattoni)” spiega ancora Castellazzi.

“Dal gennaio scorso una legge nazionale riconosce le potenzialità della canapa: non più come pianta cattiva da estirpare, ma parte di una filiera agricola da sostenere (finalmente è saltato l’obbligo di denuncia, alle forze di polizia, per chi coltiva canapa certificata con contenuto di THC sotto lo 0,2%)”.

“Quindi, se la Regione Liguria si attiverà in tempi brevi, si potrà aprire un nuovo interessante commercio verde, eco-sostenibile, specialmente nel settore alimentare, collegato al nostro turismo, fonte di lavoro e di reddito per le imprese agricole savonesi che hanno assoluto bisogno di ripresa” conclude Castellazzi.

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