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Urbe, Vaccarezza (FI): “L’entroterra ha bisogno di incentivi, non di vincoli”

Incontro sull'annessione al Parco del Beigua di una parte del comune

Urbe. Si è svolto ieri sera un incontro fra il presidente del Gruppo Consiliare Forza Italia in Regione Liguria Angelo Vaccarezza e un gruppo di cittadini del comune di Urbe per approfondire con loro la delicata situazione dell’annessione al Parco del Beigua di una porzione del territorio comunale.

La “battaglia” si è accesa pochi mesi fa quando, con un Consiglio Comunale straordinario, il sindaco Fabrizio Antoci ha chiesto ufficialmente alla Regione di entrare, con una porzione di terrirorio di 185 ettari, nel Parco. L’area individuata è quella del Passo del Faiallo, fra le aree attrezzate pic-nic e la struttura alberghiera Nuvola sul Mare.

“Urbe necessita di promozione turistica e sostegno alle attività che ancora hanno resistito ed è un territorio che ha bisogno senz’altro di tutele ma la soluzione non è certo un progetto simile che porterebbe solo limitazioni e niente benefici – ha dichiarato Vaccarezza – Ben conosciamo la quantità di vincoli a cui sono sottoposte le zone che entrano a far parte di un Parco. Il primo dovere di un buon amministratore è garantire la migliore qualità di vita a chi vive e lavora qui 365 giorni all’anno, a chi qui investe tempo e risorse. Sono le persone che qui vivono, che qui lavorano, le incontriamo nelle squadre antincendio, nelle associazioni venatorie, sono sempre loro quelli che il territorio ce l’hanno cucito sulla pelle”.

“Le limitazioni non portano benefici, non portano occupazione e, a lungo termine, danneggiano un territorio che già deve lottare nella quotidianità – prosegue il forzista – Bisogna creare le condizioni a difesa e tutela di chi il territorio lo vive sempre come fanno loro. Proprio per questo ho intenzione di preparare un ordine del giorno che presenterò nelle prossime ore perché la Giunta Regionale si attivi nei modi e nelle sedi più opportune per difendere l’autonomia di Urbe, garantendo così un alta qualità di vita ai suoi abitanti, perché la loro permanenza sul territorio è l’unico vero irrinunciabile presidio da cui non possiamo prescindere”.

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