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Si alza il sipario sulla 13ma edizione del Festival Premio Nazionale Città di Loano foto

Tra gli ospiti Enzo Avitabile, David di Donatello per le musiche di "Indivisibili"

Loano. Dal 26 al 28 luglio si alzerà il sipario sulla tredicesima edizione del Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana, organizzato dall’Associazione Compagnia dei Curiosi in collaborazione con l’Assessorato comunale a Turismo e alla Cultura, con il contributo della Fondazione “Agostino De Mari” e il patrocinio di ANCI e Regione Liguria.

Il festival, sotto la direzione artistica di John Vignola, promuove e valorizza la produzione contemporanea di musica tradizionale di radice italiana attraverso il coinvolgimento di artisti, etichette discografiche, giornalisti e operatori culturali. “In Viaggio” è il titolo della tredicesima edizione del festival, dove il viaggio è quello della tradizione e dell’accoglienza.

Tra gli ospiti di questa edizione ci sarà Enzo Avitabile, Premio David di Donatello 2017 per la miglior colonna sonora e miglior brano del film “Indivisibili” di De Angelis.

Il festival rappresenta il coronamento di un laboratorio permanente che registra ciò che accade nella produzione contemporanea di musica popolare italiana: è il momento dell’incontro con il pubblico e l’occasione per far conoscere le tante espressioni musicali che animano la realtà culturale del nostro paese. La musica popolare italiana è stata espressione del mondo contadino, e una volta sgretolato quel mondo arcaico, ha seguito la storia con le sue trasformazioni sociali: guerre, lavoro, emigrazione.

Sempre “In Viaggio” ha raccontato l’incontro con altre culture, cantando le storie quotidiane di gente comune (amore, lotte, aspirazioni) e rinnovandosi ogni volta. Il nuovo millennio con i processi di globalizzazione ha determinato gli spostamenti di popolazione dai luoghi di guerra e di povertà verso il vecchio continente. Queste nuove migrazioni portano con sé nuove storie. Le città diventano luoghi dalle molte lingue e identità. Nuovi suoni e mescolanze, ma anche nuove sfide che la musica popolare contemporanea ci racconta con la sua capacità di leggere paure e speranze. Il festival raccoglierà queste testimonianze per offrirsi come spazio di riflessione e crescita.

L’edizione 2017 si aprirà il 26 luglio alle ore 21.30 nel Chiostro Sant’Agostino con il concerto della vincitrice del Premio Miglior Album 2016 Rachele Colombo che presenterà dal vivo, dopo aver ritirato il premio, l’album “Cantar Venezia” (2016, Nota), un moderno canzoniere che recupera e ripropone il patrimonio delle canzoni da battello del Settecento veneziano, un piccolo grande patrimonio immateriale dell’umanità. Un genere musicale di autori anonimi che ebbe grande diffusione nei campielli, sulle rive veneziane, in gondola ai “freschi”, durante il Carnevale nel 1700. Un’occasione per immergersi nello spirito verace di questa città unica al mondo impreziosita da frammenti recitati di Commedia Dell’Arte. La serata è organizzata in collaborazione con il CEIS (Centro Solidarietà) di Genova.

Il 27 luglio il festival si sposterà nell’Arena Estiva Giardino del Principe (ore 21:30) e il viaggio proseguirà con i suoni dalle città di frontiera del Mediterraneo raccontate dallo spettacolo “Soundcity” di Stefano Saletti & Banda Ikona. Saranno ospiti della produzione Nando Citarella (voce, tammorra), Alessandro D’Alessandro (organetto), Gabriella Aiello (voce), Yasemin Sannino (voce) e Pejman Tadayon (ney, daf).

Il musicista Stefano Saletti ha viaggiato con la sua musica da Lampedusa a Istanbul, da Tangeri a Lisbona a Jaffa, Sarajevo e Ventotene e in questi luoghi ha registrato suoni, rumori, radio, voci, spazi sonori. Partendo da tutto questo materiale ha composto un affresco sonoro che racconta il difficile dialogo tra le sponde nord e sud, i drammi dei migranti, la ricchezza, le speranze, il dolore che attraversano le strade del Mediterraneo. In questo racconto in musica ha utilizzato il sabir, la lingua del mare, dei porti, dei pescatori e dei marinai del Mediterraneo, la lingua del possibile dialogo, che unisce italiano, francese, spagnolo e arabo in un unico flusso sonoro. Il risultato è un affascinante folk world-mediterraneo, meticciato, una miscela ricca di ritmi e melodie, suggestioni e colori. Prima del concerto sarà consegnato ai Fratelli Mancuso il Premio alla Carriera 2017.

Il festival si chiuderà con la produzione “Lotto infinito” di Enzo Avitabile e i Bottari. L’album e lo spettacolo sono un affresco sonoro, accorato e sofferto, sulle periferie, quelle situate a nord di Napoli come quelle di tutto il mondo, ma anche sulle terre promesse di cui Lampedusa è il simbolo per i migranti. L’artista di Marianella, premio David di Donatello 2017 per la miglior colonna sonora e miglior brano del film “Indivisibili» di De Angelis, con il suo progetto musicale offrirà un racconto corale sulla vita di tutti i giorni, sul mondo che ci circonda, sulle esistenze sofferte degli ultimi, siano essi immigrati, diseredati, emarginati, spaziando tra temi sociali forti come la disoccupazione, l’immigrazione e il degrado non solo delle periferie, ma anche morale e spirituale.

A fare da contraltare a queste tematiche, in ogni brano emerge ora l’empatia e la comprensione dell’autore, ora una vibrazione positiva che diventa seme di speranza per un futuro migliore.
Nella serata sarà consegnato a Salvatore Esposito e Ciro De Rosa il Premio Realtà Culturale 2017 assegnato quest’anno a Blogfoolk.

Il programma del festival sarà arricchito, anche quest’anno, dall’iniziativa pomeridiana (ore 18.00 – Giardini Caduti di Nassiriya) il “Premio Incontra…”. Il 26 luglio si terrà l’incontro con Fabbrica Europa, festival internazionale della scena contemporanea che si svolge a Firenze. A condurre l’incontro sarà il giornalista musicale Jacopo Tomatis.

Maurizio Busia, direttore musicale del festival Fabbrica Europa, insieme ai musicisti Ziad Trabelsi, Fabrizio Cardosa e Simone Pulvano presenteranno il progetto “Liu’ud”. “Liu’ud” è l’incontro tra due strumenti cugini: l’ud – uno tra i più affascinanti strumenti della musica araba, suonato dal cantante e musicista dell’Orchestra di Piazza Vittorio, Ziad Trabelsi – e il liuto – simbolo della cultura rinascimentale suonato dal musicista Fabrizio Cardosa. In un’epoca in cui gli incontri fra popoli colorano l’agire quotidiano, in cui si negozia per il dialogo nella diversità, costruendo ponti e rimanendo spesso impreparati a questa presunta novità, dimentichiamo che tutto questo esisteva già da tempo.

Esiste un canale che da sempre ha messo in comunicazione i popoli: la musica. Questa è l’idea, il monito, il mood di “Liu’ud”. Attraverso le note si racconta l’incontro di entità strumentali che superano la loro provenienza etno-musicale e si riconoscono, a confronto con le altre, nella loro sonorità e nelle possibilità di crearsi e reinventarsi.

Il 27 luglio ospiti del Premio Incontra saranno I Fratelli Mancuso. A Lorenzo ed Enzo è stato assegnato il Premio alla Carriera 2017. Cantanti, compositori e polistrumentisti, i fratelli Mancuso hanno sempre cantato della Sicilia e delle sue tradizioni. Nati a Sutera ed emigrati a Londra sono poi ritornati in Italia negli anni ’80 e si sono stabiliti in Umbria a Città della Pieve. Hanno iniziato ad esibirsi proprio in quel periodo, riscuotendo successo sia in Italia che all’estero. Negli anni si sono aggiudicati il Premio città di Recanati e il Premio Rosa Balistreri e hanno preso parte a numerosi film e spettacoli teatrali. Nell’incontro condotto dal giornalista musicale Enrico de Angelis i due musicisti ripercorreranno le tappe più significative della loro carriera artistica.

Il 28 luglio il Premio incontrerà lo storico, ricercatore, critico musicale Alessandro Portelli, l’editore Valter Colle (Nota) e il musicista Serhat Akbal per presentare la collana “Crossroads: crocevia”. La collana diretta e curata da Alessandro Portelli investiga i suoni delle nuove migrazioni, documentati da registrazioni “sul campo” e testimoni di uno straordinario intreccio di diversità e nuove contaminazioni.

Una raccolta di documenti sonori che testimoniano la presenza in Italia di storiche e, più o meno, recenti culture migranti. Una canzone di tanti anni fa, “Roma forestiera”, lamentava che non c’era più musica nelle strade e nei rioni delle città italiane. Adesso sono proprio i “forestieri” a riportare la musica nelle strade. La musica popolare della nuova Italia multiculturale è anche somala, nigeriana, bengalese, kurda, senegalese, romena, indiana, filippina… ed è musica di orgoglio, memoria, resistenza, come è da sempre la musica popolare in Italia.

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