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Da Savona a Rodi: il fascismo dal volto umano di Mario Lago

Lo Zibaldone è la rubrica di curiosità di IVG: ogni mercoledì storia, cultura, aneddoti, riflessioni e scoperte della nostra provincia

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Lo Zibaldone è la rubrica di IVG su storie, racconti, aneddoti e scorci culturali della nostra provincia, curata da Sara Sacco.
Storie… storie… quante storie da raccontare: alcune si scoprono casualmente, altre affiorano prepotenti durante appassionanti ricerche, e poi aneddoti, ispirazioni, pensieri e parole…

Non tutti sanno che…

Tempo di vacanze, tempo di viaggi… si scoprono sempre tracce di Savona in giro per il mondo.
Qualche anno, mentre mi trovavo sull’isola greca di Rodi per trascorrere le ferie, sfogliando una guida lessi una storia affascinante ma sconosciuta ai più. Vi chiederete ma che cosa può unire Savona a Rodi? Un uomo, Mario Lago, lungimirante senatore promotore del “periodo d’oro del Dodecaneso” dal 1922 al 1936.

Nato a Savona, figlio di un magistrato, dopo essersi laureato in giurisprudenza inizia una prestigiosa carriera diplomatica: nominato viceconsole a 26 anni, lavora come agente diplomatico a Tangeri in Marocco durante la I Guerra Mondiale; viene insignito dunque di numerose onorificenze, fra cui quella di senatore del Regno d’Italia nel 1928.

Avendo partecipato come delegato alle negoziazioni della Conferenza di pace di Losanna, nel 1922 viene scelto da Mussolini come Governatore e poi Ambasciatore delle Isole Egee allo scopo di consolidare la presenza italiana nelle isole greche iniziata dieci anni prima.
Come si può capire è un uomo dotato di grande ambizione: in questo incarico vede l’opportunità di esportare il livello di sviluppo e di modernità dalla madrepatria alle isole del Dodecaneso.

Il piano è sfidante e comprende la riorganizzazione della struttura amministrativa (con la creazione del Catasto), la costruzione delle infrastrutture stradali, la mappatura completa delle isole, lo sviluppo dell’agricoltura, del turismo e dell’edilizia pubblica e privata, nonché la creazione di nuove realtà industriali ed artigianali favorendo anche l’immigrazione qualificata dall’Italia ed il recupero del patrimonio archeologico delle isole greche.

Durante il suo mandato vengono realizzati moderni quartieri in tutte le isole, gli antichi edifici medievali di Rodi vengono restaurati, si ricostruiscono i villaggi colpiti dal terremoto, si realizzano nuove fattorie e nuove industrie come la manifattura tabacchi TEMI; si costruiscono acquedotti, ponti, ospedali, scuole, il porto commerciale e il mercato di Rodi. La malaria viene debellata, si insegna la lingua italiana.

Come politico importa la i contenuti della legislazione italiana pur lasciando spazio alle autonomie della popolazione multietnica locale, cercando di mettere in atto il processo di italianizzazione attraverso l’assimilazione graduale. Quello che più stupisce è il suo tipo di governo equilibrato, non autoritario, anche se non dobbiamo dimenticare che le isole del Dodecaneso in quel periodo si trovano sotto il dominio del regime dittatoriale fascista.

E così il “democratico” troppo tollerante Lago viene sostituito nel 1936 dal “feroce” Cesare M. De Vecchi, gerarca fascista, già Governatore della Somalia, che inizia un programma di fascistizzazione: chiusura dei giornali greci, repressione poliziesca, divieto dei matrimoni misti, ecc.
In fondo Lago e De Vecchi rappresentano le due facce del Fascismo in terra greca: l’organizzazione e lo sviluppo da una parte, il manganello e l’olio di ricino dall’altra.

Rientrato in Italia, Mussolini neanche lo riceve; durante la II Guerra mondiale ricopre ancora qualche incarico diplomatico minore, ma è dichiarato decaduto dalla carica di senatore nel 1944 per essere stato uomo del governo fascista…
Muore a Capri nel 1950 dimenticato dall’opinione pubblica, ma dobbiamo a lui se ancora oggi la presenza italiana viene ricordata dalla popolazione greca con grande stima, nonostante le scelleratezze del suo successore.

Non tutti sanno che… all’inizio degli anni Trenta in suo onore vengono costruiti la città di Portolago (oggi Lakki) nell’isola di Lero come base miliare e il villaggio agricolo di Peveragno Rodio (la famiglia era originaria della località piemontese), che diventa centro di insediamento, dotato di servizi e officine, per centinaia di famiglie coloniche proveniente dall’Italia che vi coltivavano olivi, viti e piante da frutto. La “Società Agricola Frutticoltura” viene abbandonata dal 1947.

*Foto: Mario Lago in uniforme bianca a Rodi nel 1929.

Lo Zibaldone è la rubrica settimanale di IVG su storia e cultura savonese, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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