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Savona, la furia dei Buio Pesto sul Comune: “Spettacolo annullato, ma ce lo dovevano. Scaramuzza si dimetta”

Massimo Morini è un fiume in piena: "Avevano un debito verso di noi, non diciamo di più o scoppia il putiferio. Speriamo che la giunta cada"

Savona. “Caprioglio e Scaramuzza ci avevano promesso di pagare un nostro spettacolo: ce lo dovevano per motivi privati e personali, se li rendo pubblici scateno un putiferio totale“. “Una vergognosa faccenda politica”. “Lo sponsor che avevano trovato ‘è stato sparito’, questa è la gratitudine, la serietà e la correttezza di chi amministra Savona”. “Andrebbe punita la spavalderia, siamo tristi e scioccati. Ce l’hanno promesso, ce lo dovevano, ce lo dovevano, ce lo dovevano”. “Speriamo che Scaramuzza si dimetta poichè ha dimostrato palesemente di non essere in grado di fare l’Assessore alle Manifestazioni di un comune così importante come Savona”.

Toni duri, durissimi. Di quelli che lasciano basiti, e scatenano sospetti. Massimo Morini, leader dei Buio Pesto, sceglie il modo più clamoroso per annunciare l’annullamento di un concerto a Savona: un lunghissimo post in cui accusa senza mezzi termini il Comune di Savona e nello specifico il sindaco Ilaria Caprioglio e l’assessore alle manifestazioni Maurizio Scaramuzza. Dipingendo retroscena, lanciando velati riferimenti, facendo insomma intuire un comportamento quantomeno superficiale, se non proprio torbido, da parte di chi amministra il Comune. Ma andiamo con ordine.

Morini, prima di raccontare i fatti, espone una serie di premesse. La prima è che “ci sono cose molto più serie che un concerto, nostro o di chiunque altro. Lo so. E nel rispetto di problemi molto più grandi, eviterò di esagerare. Ma questo è il nostro lavoro […] e dunque dobbiamo spiegazioni ai nostri sostenitori quando qualcuno ci ostacola in maniera scorretta. Ma la cosa più importante è che annullando un nostro concerto garantito si danneggia noi, ma anche il nostro benefico progetto Ambulanza Verde, per il quale raccogliamo fondi durante i concerti. Questo è grave ed imperdonabile. E inoltre questa è una vergognosa faccenda politica e come tale è importante che i cittadini di Savona la conoscano nel dettaglio, visto che riguarda chi li sta amministrando”.

Morini prosegue spiegando che “Non esporrò documenti pubblici e privati, per ora. Ma se, quando interpellati, i soggetti in questione vi diranno o scriveranno qualcosa di diverso da quello che sto scrivendo io, sappiate che vi staranno mentendo e allora non avrò scrupoli per supirvi con le loro stesse parole”. E qui iniziano le allusioni. “Per motivi privati e personali, ma che potrei anche rendere pubblici, scatenando un putiferio totale, il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio e l’assessore Maurizio Scaramuzza ci hanno garantito, l’estate scorsa, che avrebbero organizzato e spesato un nostro concerto a Savona. Questo perchè, sappiatelo e non andrò oltre, ce lo dovevano. Punto e basta: avevano un debito di riconoscenza nei nostri confronti“.

Parole sibilline, che fanno intuire senza svelare, e che contribuiscono a gonfiare il caso: Caprioglio e Scaramuzza avevano “un debito” personale? Di che tipo? E per quale ragione avrebbero dovuto pagarlo con soldi pubblici? Quesiti, ad ora, senza risposta, che toccherà ai protagonisti dipanare.

Morini prosegue poi con una lunga cronistoria relativa all’organizzazione del concerto e delle relative traversie. Prima doveva essere fatto a Capodanno, poi “tagliato” per i ben noti problemi di bilancio: “Un mese prima l’assessore ci informa che purtroppo il concerto non si può fare poichè i soldi destinati a noi sono stati deviati su un capitolo diverso: stipendi per nuovi vigili urbani, poichè necessari in Savona visto il crescente tasso di criminalità. E noi abbiamo accettato, poichè, come scritto nelle premesse, sappiamo che ci sono cose più importanti che un concerto. In cambio ci assicurano, stra-assicurano, stra-promettono che si farà il concerto estivo”.

A febbraio si comincia dunque a pianificare un concerto durante le “notti bianche” di luglio, ma anche questo salta. “L’assessore dice che cercherà sponsor privati per il nostro concerto e iniziamo ad organizzare: quando un Comune garantisce che sosterrà una spesa, non è affare mio da chi arriveranno i finanziamenti. Il problema è loro, non nostro. Data finale prescelta: sabato 22 luglio”. E a questo punto tornano le allusioni: “A fine giugno poi ci comunicano che purtroppo hanno solo da darci l’80% di quello che abbiamo chiesto, poichè sono stati costretti a spostare dei finanziamenti (da non si sa bene chi, ma io so benissimo per cosa). Poi non si può più fare nemmeno il 22 luglio per problemi di sicurezza. Questo perchè l’assessore non ha formalizzato la data del concerto in tempo e i vigili di Savona (a cui abbiamo devoluto lo stipendio a Capodanno…) hanno negato l’assenso a fare l’evento per il poco tempo a disposizione per attuare le norme di sicurezza”.

A questo punto un nuovo tentativo: si sceglie di fare il concerto il 4 settembre al Priamar “e noi, non con poche inc…ture, dopo vari rilanci, abbiamo accettato, però alla cifra stabilita”. Ma alla fine nulla da fare: “Oggi (ieri, ndr) l’assessore ci comunica, in via ufficiale, che non ci sono più nemmeno i soldi che avevano trovato. Niente, nemmeno un euro. Se volete fare il concerto dovete spesarvelo da soli. Lo sponsor, di cui abbiamo le generalità, è ‘sparito’. O meglio, per usare un italiano scorretto, ma opportuno: ‘è stato sparito’“. Ennesima frecciata che pone davanti a mille interrogativi.

Morini è un fiume in piena: “Questa è la gratitudine, la serietà e la correttezza di chi amministra Savona. Ma soprattutto la cosa triste e che sarebbe da punire, è la spavalderia: ‘Noi non abbiamo mai firmato niente’, mi hanno scritto. Noi siamo tristi e scioccati. Ce lo dovevano, ce l’hanno promesso, l’hanno pre-organizzato, decine tra comunicazioni telefoniche, sms, lettere (tutte ben archiviate) attestano, al di là della firma di un contratto, che c’era la volontà di farlo, non ce lo siamo inventati”.

Ce lo dovevano, ce lo dovevano, ce lo dovevano“, scrive Morini. Tre volte, con un’insistenza che fa intuire quanto (almeno dal punto di vista di Morini) quel “debito di riconoscenza” fosse saldo ed importante. E qui arriva l’affondo: “Speriamo che l’assessore Scaramuzza comprenda che l’unica cosa che deve fare per espiare la sua indolenza, sia dimettersi, poichè ha dimostrato palesemente di non essere in grado di fare l’assessore alle Manifestazioni di un comune così importante come Savona”.

La conclusione è un appello per i fans: “Vi imploriamo di raggiungerci a vedere un concerto altrove. Lo so, dovrete prendere le vostre auto e spendere soldi. Ma non è colpa nostra, noi ce l’abbiamo messa tutta. Abbiamo telefonato a tutti, mancavano solo Bergoglio e Mattarella, ma non c’è stato niente da fare. Per favore, raggiungeteci da altre parti e vi faremo una dedica speciale. Ma soprattutto canteremo tutti assieme la nostra canzone ‘O Scindico’. Perchè chi se ne è totalmente lavato le mani è proprio la vostra Sindaca, che tutti noi pensavamo fosse una persona di parola e d’onore. Speriamo cada la giunta comunale prima della naturale scadenza e speriamo che la prossima apprezzi il nostro lavoro, musicale e sociale. Nel frattempo vi invitiamo in esilio con noi, cari Savonesi. Vi promettiamo tanto divertimento. E noi, a differenza loro, quando promettiamo, manteniamo”.

Clicca qui per la replica dell’assessore Scaramuzza

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