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Savona, cerimonia di commemorazione delle partigiane Lina Castelli e Maria Pescio foto

Giovani donne eroine della lotta di liberazione dal nazifascismo

Savona. ANPI, ANED, ARCI, CGIL e ISREC ricorderanno degnamente Lina Castelli e Maria Pescio e con loro tutti quelli che promossero il riscatto morale e democratico dell’Italia martedì 25 luglio alle ore 18 presso la lapide che ricorda le due donne cadute, sul muro esterno della Scuola dell’Infanzia “Giribone” in via Vittorio Veneto (Fornaci), deponendo una corona d’alloro e svolgendo un presidio di testimonianza antifascista.

Il 25 luglio 1943 Mussolini fu costretto a dimettersi dal governo e fu arrestato per ordine del re, che al suo posto nominò il Maresciallo D’Italia Pietro Badoglio. La notizia, diffusa dalla radio nella tarda serata, suscitò in tutta Italia manifestazioni di esultanza popolare, nell’idea che la fine del fascismo portasse con sé la fine della guerra.

Anche a Savona il 26 luglio si svolse, con uno sciopero generale, una grande manifestazione popolare a favore della pace: partendo dalle fabbriche di Villapiana, una grande folla attraversò la città inneggiando alla libertà e abbattendo i simboli del regime fascista; un gruppo di manifestanti riuscì a liberare alcuni prigionieri politici dal carcere di Sant’Agostino.

Verso sera, nel quartiere Fornaci, davanti alla caserma della Milizia Portuale (l’attuale scuola dell’infanzia “Giribone”), una affollata dimostrazione chiese il disarmo dei militi e la cancellazione degli emblemi fascisti. L’ufficiale comandante della Milizia fece aprire il fuoco dalle finestre sulla folla, provocando una trentina di feriti e la morte di Lina Castelli, di 22 anni, e di Maria Pescio, di 29.

L’indignazione per questa violenza gratuita e vile suscitò, il giorno dopo, una manifestazione ancora più grande per commemorare le vittime e ribadire le richieste di pace e di smobilitazione dei fascisti.

Purtroppo, la fine della guerra era ancora lontana: i fascisti, temporaneamente scomparsi, ripresero in seguito il controllo della situazione, grazie al sostegno dei tedeschi che si erano potuti organizzare al meglio sfruttando le ambiguità del re e di Badoglio. Di lì a poco, sarebbe iniziata la Resistenza contro gli occupanti nazisti e i loro fiancheggiatori fascisti. Ma Savona aveva già avuto quel giorno i primi caduti della lotta di liberazione: due giovani donne, Lina Castelli e Maria Pescio.

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