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Regione, Garibaldi e Pita: “La Consulta ha bocciato la legge spot sulla legittima difesa della giunta Toti”

Pastorino di Rete a Sinistra: "Provvedimento frutto di una politica distante dalla realtà e incapace di ascoltare pareri accreditati"

Regione. “La Consulta ha bocciato la legge della Giunta Toti, che prevede che la Regione paghi coi soldi pubblici le spese legali a chi viene accusato di eccesso di legittima difesa”. A dirlo sono i consiglieri regionali del Pd Luca Garibaldi (vicecapogruppo) e Raffaella Paita (capogruppo).

“Non poteva essere altrimenti – sottolinea Paita – visti i palesi profili di incostituzionalità della norma, come il Partito Democratico aveva già evidenziato in commissione e in aula”.

“La maggioranza – spiega Garibaldi, che è stato anche relatore di minoranza – ha voluto forzare ugualmente le regole e approvare una legge ideologica, pur sapendo che sarebbe stata respinta dalla Consulta”.

“Oltre a essere l’ennesima legge della giunta Toti a venire bocciata – conclude il vice capogruppo del Pd – la norma sulla legittima difesa prevedeva anche uno stanziamento di 20 mila euro, che il centrodestra aveva tolto a progetti per la sicurezza urbana ben più concreti. Una figuraccia e un danno per tutti”.

Il capogruppo di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino, aggiunge: “Purtroppo è il caso di ricordare che ‘lo avevamo detto’. Purtroppo, certo, perché si è perso tanto tempo e, probabilmente, sono stati spesi soldi pubblici per sostenere una legge che già a prima vista risultava incostituzionale. Come puntualmente confermato dalla suprema corte. Per la verità non l’avevamo detto soltanto noi e gli altri partiti di opposizione, ma anche docenti universitari più che accreditati, il presidente dell’ordine degli avvocati di Genova e i rappresentanti della camera penale. Sorda a tutto, la maggioranza ha tirato dritto per motivi simbolici ed elettorali, riproponendo un testo che era già stato bocciato altre volte, nel caso di altre regioni italiane. Un pasticcio vero e proprio: era chiaro a tutti, soprattutto ai giuristi, che parlando di ‘eccesso di legittima difesa’ si entrava in un ambito assolutamente illegittimo, poiché si ipotizza già il reato. La giustizia fai da te, pur da dimostrare, è un fatto grave su cui lo Stato ha l’ultima parola. Dunque contribuire alle spese legali degli imputati diventa poco giustificabile, se non insostenibile sul piano giuridico. Dispiace notare che la giunta regionale, composta da almeno 2 avvocati di un certo calibro, non abbia saputo valutare in anticipo la situazione che stava creando. Possibile che nessuno abbia constatato l’assurdo giuridico di questa norma?”

“Esito scontato, insomma. Il verdetto della Consulta, però, evidenzia anche un altro problema che ritorna proprio in questi giorni. Questa maggioranza si ostina a ripetere che “tutto è cambiato”, ma per adesso inanella uno straordinario filotto di provvedimenti incostituzionali, cui si aggiunge una marcata inerzia dei consiglieri nell’attività istituzionale. Di fronte a questi fatti, valgono ben poco le tardive e fragili difese del centrodestra. Perché se è vero che quando si sta in maggioranza si resta, per così dire, sotto ‘l’ombrello protettivo’ della giunta, è altrettanto vero che ogni consigliere dovrebbe essere portatore di istanze dei territori, disagi o difficoltà che chiedono visibilità in consiglio. Il fatto che salti la seduta consiliare della prossima settimana non dimostra affatto una particolare solerzia nel disbrigo delle pratiche, come sostenuto dal presidente Bruzzone. Al contrario dimostra che mancano argomenti da portare al vaglio dell’aula. In conclusione: una politica che si conferma distante dalla gente e che, come nel caso di questa sentenza, non è neppure in grado di recepire i validi argomenti portati dagli addetti ai lavori. Se avesse provato ad ascoltali, magari il centrodestra avrebbe evitato una brutta figura colossale”.

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