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Pallacanestro Vado, Marco Prati: “L’obbiettivo è la crescita dei ragazzi, i risultati aumento la soddisfazione” foto

Il coach delle due finali racconta le due settimane di emozioni

Vado Ligure. Al ritorno da quindici giorni di finali nazionali chiediamo un commento a coach Marco Prati su entrambi gli eventi.

Coach, credo si possa parlare di due risultati prestigiosi per Vado, nelle prime d’Italia non in una sola finale ma in entrambe. Andando con ordine, parliamo prima dell’Under 16.

“Gli Under 16 sono stati a dir poco sorprendenti disputando delle finali strepitose, giocando le migliori partite dell’anno e meritandosi nella settimana il terzo posto finale. Abbiamo preso complimenti da tutti fuori e dentro al campo e il merito principale va ai ragazzi che si sono superati ed aiutati, sia chi ha giocato di più, sia chi ha giocato di meno, sia chi non è proprio entrato perché infortunato e infine chi era a casa perché tanto infortunato… Il nostro obbiettivo era arrivare alle finali, per l’esperienza che rappresenta e per confrontarci con squadre che avevamo già incontrato durante l’anno ma in contesto diverso, in tornei o in partite settimanali. Le finali sono tutt’altra storia e giocando tutti i giorni bisogna resistere anche alla fatica. Il fatto che il risultato sia stato anche conseguenza di un bel basket giocato gratifica ulteriormente per il lavoro che facciamo con tutte le squadre”.

A Vasto c’è stata anche la soddisfazione personale del premio come miglior coach delle finali.

“È sicuramente una grande soddisfazione a testimonianza di quanto detto prima, ma mai come questa volta è un premio di staff. Simone è stato ben più di un assistente e di fatto allenavamo insieme in settimana e durante le partite, se aggiungiamo il lavoro fatto coi ragazzi fuori dal campo almeno il 50% del premio è merito suo. Piero è stato come sempre poliedrico, multiruolo e soprattutto indispensabile, durante l’anno e alle finali. A Vasto si fatto carico anche dell’assenza di Mitch che in stagione ha fatto i salti mortali per poter seguire e mettere in piedi i ragazzi non sempre affidabili nella propria gestione. Stefano completava lo staff alle finali ma è il principale artefice di tutto quello che facciamo, senza di lui niente di tutto questo sarebbe possibile, i suoi messaggi ed il rapporto che ha con i ragazzi è stata benzina tutto l’anno. Merita costantemente il nostro grazie che non sempre esplicitiamo. Ma anche chi non era alle finali è stato fondamentale durante l’intera stagione, Emilio presidente-accompagnatore, Paride nelle ‘comode’ trasferte Under 18, Roberto nell’organizzazione di tutto e Monica a seguire i ragazzi a scuola. Dimentico sicuramente qualcuno e dovrei nominare tutti i componenti della società ma sono veramente troppi. Alla fine io sono quello che fa meno di tutti potendo contare su tante eccellenze”.

Da Vasto a Bormio senza passare dal via.

“Tre ore di sonno prima di raggiungere gli Under 14 in Valtellina per un’esperienza completamente diversa. Intanto si sapeva che si sarebbe giocato sino a domenica in ogni caso, e poi la giovane età dei ragazzi garantisce il successo anche solo a perteciparvi. Dopo il risultato ed i complimenti di Vasto sembrava impossibile ripetersi ed invece anche gli Under 14 hanno ricevuto l’ammirazione ed i complimenti di tutti, giocando alla pari con le migliori squadre d’Italia. Con l’ammissione diretta dalle regioni dovevamo darci l’obbiettivo di entrare nelle prime otto e ci siamo riusciti perdendo nel girone solo dai poi campioni della Stella Azzurra. Due larghe vittorie con Borgomanero e Ragusa, ben più forti di come le abbiamo fatte sembrare, ci hanno regalato il quarto con Milano perso solo in volata. Potevamo tirare i remi in barca ed invece i ragazzi sono riusciti finalmente a vincere una difficilissima partita in rimonta con Avellino prima di cedere con l’onore della armi a Livorno nella finale 5°/6° posto. Alla premiazione abbiamo ricevuto tanti complimenti e siamo stati etichettati come la squadra che è piaciuta di più alle finali, forse lo dicono a tutti… o forse no”.

Anche in questo caso lo staff è stato importante.

“Assolutamente sì. Silvia è stata indispensabile durante tutto l’anno consentendomi di dividermi tra gli impegni dell’Under 14 e dell’Under 16, non ultimo risolvendo insieme alla vulcanica Rita anche l’emergenza delle ‘impreviste’ finali di Vasto che hanno fatto saltare la nostra programmazione. Per Piero e Paride sinceramente ho finito le parole”.

Un bel finale di stagione non c’è che dire!

“Sicuramente sì, il lavoro fatto non si misura solo sul campo ma far bene anche come risultati aumenta la soddisfazione e purtroppo è anche utile per aver più appeal nella fase di reclutamento quando invece dovrebbe essere più valutata la crescita del ragazzo, prima fuori e poi dentro il campo, che è il nostro obbiettivo principale”.

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