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Nella cappella del Carmine a Bastia d’Albenga una messa per la “Festa della Vergine”

La festa della Madonna del Carmine ricorre il 16 luglio e verrà celebrata con la messa il giorno lunedì 17 Luglio alle 20.30.

Albenga. Sarà celebrata con una messa officiata da don Armando Nania la “festa della Vergine” presso la cappella del Carmine a Bastia nella contrada anticamente detta “dei Pizzo”.

La cappella fu fondata da Stefano Pizzo il 27 aprile 1641 ed è aperta al culto religioso. Il 10 settembre 1608 Stefano Pizzo fondò un oratorio, poi nel 1627 fu dichiarata cappella di “Nostra Signora del Carmine”. Stefano lasciò la cappella ai due discendenti maschi più vecchi con l’assegnazione che vengano celebrate alcune messe all’anno.

Nel periodo del dopoguerra la cappella era stata adibita a scuola per i fanciulli di Bastia. Negli anni scorsi si sono celebrati matrimoni e anche battesimi. Attualmente nella cappella si celebrano quattro messe dedicate a: Vergine Maria, San Bartolomeo, Santa Lucia ed una particolare dedicata a tutti i defunti della Famiglia.

La festa della Madonna del Carmine ricorre il 16 luglio e verrà celebrata con la messa il giorno lunedì 17 Luglio alle 20.30. Dopo la funzione seguirà un momento conviviale. Per l’occasione la signora Agostina donerà ai devoti della Madonna del Carmine una stampa plastificata raffigurante la Vergine unita ad un’antica lode. Originariamente festa dei carmelitani che dalla più alta antichità veneravano la Madonna sotto questo titolo (derivato dal nome del Monte Carmelo), a ricordo di una leggendaria visita della Vergine e di San Giuseppe sul monte al ritorno dall’Egitto. Dal 1960 è ridotta a semplice commemorazione.

Da secoli gli eredi di Stefano Pizzo si sono presi cura della cappella, e da molti anni questo compito è svolto dalla signora Agostina Pizzo Albino: “Molte persone – racconta – sono rimaste affascinate dalla calda accoglienza. Infatti entrando nella chiesetta pare che il tempo non sia mai trascorso; ma se con il pensiero torniamo indietro negli anni scopriamo, quasi per magia, quante storie potremmo svelare nelle persone che ne hanno fatto parte”.

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