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Muore a 84 anni Paolo Villaggio: nel 2011 la Fionda di Legno ad Albenga, nel 2014 l’ultima volta in Riviera foto

L'attore e comico genovese si è spento in un ospedale romano dove era ricoverato da alcuni giorni

Genova. Tutta Italia piange questa mattina “Fantozzi”, ossia Paolo Villaggio. L’attore e comico genovese è morto oggi, all’età di 84 anni, all’ospedale Policlinico Gemelli di Roma dove era ricoverato da alcuni giorni.

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Villaggio era nato a Genova nel 1932. Amico di infanzia di Fabrizio De André, che era più piccolo di lui di diversi anni, aveva condiviso con lui parecchie scorribande giovanili. L’attore era noto al grande pubblico per la creazione letteraria e la seguente trasposizione cinematografica del ragionier Ugo Fantozzi.

Attore straordinario e scrittore, autore di testi di canzoni indimenticabili, Paolo Villaggio con la sua dissacrante e grottesca ironia, è stato uno dei primi in Italia che, attraverso la satira, è riuscito a far riflettere sui problemi della nostra società. A scoprire la vena artistica di Villaggio fu Maurizio Costanzo, che nel 1967 gli consiglia di esibirsi in un cabaret di Roma. Da qui passerà alla tv con la conduzione del programma “Bontà loro”.

Nel 1971 la casa editrice Rizzoli pubblicherà il libro Fantozzi, basato sui racconti brevi che aveva iniziato a scrivere per L’Espresso. Il successo dei suoi best-seller (ne scriverà tre), gli darà l’opportunità di raggiungere grande notorietà nel cinema. Per la verità, Villaggio aveva già lavorato in alcuni film (si ricordi, per tutti, “Brancaleone alle crociate” di Monicelli del 1970), ma solo con il celebre film “Fantozzi” di Luciano Salce nel 1975 otterrà un successo straordinario.

Villaggio è un attore a tutto tondo, avendo lavorato con maestri del cinema quali Federico Fellini (nel 1990 con “La voce della Luna”, insieme a Roberto Benigni), Lina Wertmuller (nel 1992 con “Io speriamo che me la cavo”), Ermanno Olmi (nel 1993 con “Il segreto del bosco vecchio”), Mario Monicelli (nel 1994 con “Cari fottutissimi amici”) e Gabriele Salvatores (nel 2000 con “Denti”). Nel 1992, in occasione della 49ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera.

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Nell’ottobre 2011 Paolo Villaggio era stato premiato ad Albenga con la Fionda di Legno dai Fieui di Caruggi. Il premio in realtà gli era stato assegnato nell’aprile 2010, ma il celebre interprete di Fantozzi quell’anno non era riuscito a ritirarlo a causa dell’eruzione del vulcano islandese Eyafallajokul e del conseguente blocco dello spazio aereo che aveva impedito l’arrivo da Roma del popolare attore. Ed anche nel 2011 la sua presenza al Teatro Ambra rischio di “saltare” a causa di un guasto alla macchina. “Io non c’entro – aveva scherzato Villaggio – Comunque non era una macchina importante, era a pedali. Insomma una vera truffa. Spero che almeno mi abbiano preparato un pò di verdure, anche se non è stagione”. “Gli abbiamo preparato un cesto dei prodotti agricoli del momento, poi il resto glielo manderemo quando sarà stagione. Noi siamo generosi, non facciamo mica i liguri” aveva replicato Gino Rapa.

“Paolo Villaggio dovevano portarlo qui con una Bianchina, quella che cappotta nel parcheggio – aveva quindi scherzato Antonio Ricci – Hanno osato portarlo con un altro mezzo ed immediatamente ‘una sfiga pazzesca’ si è abbattuta sulla vettura”. E Villaggio aveva confessato al pubblico: “Sapete, ero un pò restio a venire qui a ritirare il premio, perché tutti quelli a cui Ricci consegnava la Fionda a breve dipartivano…“. Infine l’ultima gag: Villaggio si era rivolto agli albenganesi offrendo loro dei soldi in cambio del permesso di costruire una torre alta 80 metri. Dopo aver ritirato la Fionda di Legno, l’attore aveva salutato la platea ed era andato via senza dimenticarsi di portare via anche una cassetta di verdura con pomodori cuori di bue, trombette e olio di oliva.

Pochi mesi dopo sul web, nel dicembre 2011, si era diffusa la notizia della sua morte. Un tam tam sul quale l’attore aveva scherzato: “Mi sento benissimo, ma a questo punto andrò a farmi un check up”. L’ultima sua presenza nel savonese risale a tre anni fa: nel luglio 2014 fu ai Bagni Florida di Loano per l’appuntamento con la Notte Italiana, con un evento intitolato “Paolo Villaggio contro tutti”.

Addio a un grande ligure e a un grande genovese. Con la sua ironia e la sua bravura ha scritto una pagina importante e indelebile del cinema italiano. Paolo Villaggio ci ha fatto ridere e riflettere come pochi. Un grande vuoto. Ciao Paolo e grazie di tutto”. Così il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti esprime il suo cordoglio per la scomparsa dell’attore.

“Grande dispiacere per la scomparsa di un ligure illustre, un artista unico. Si consideri che ha saputo creare una maschera comica, quella di Fantozzi , che gli sopravvive, come nel xx secolo hanno saputo fare solo i Toto’ o i Chaplin. E’ stato un attore poliedrico che ha saputo mettere in scena le frustrazioni del lavoratore e quei tratti di genovesità espressi attraverso un nichilismo esasperato e molto umano. Sicuramente Regione Liguria, sulla scia di quanto già fatto per altri liguri illustri, renderà omaggio, nella maniera più opportuna, a questo grande artista e alla sua eredità”. E’ il cordoglio espresso dall’assessore alla cultura di Regione Liguria Ilaria Cavo.

 

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