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Ipotesi nuovi migranti a Mioglia oltre il tetto massimo, la minoranza sta col Comune: “No ad arrivi massicci”

Il capogruppo Borreani: "Il rapporto con la Nigella Onlus non è partito bene, è stata scorretta"

Mioglia. Il gruppo consigliare di minoranza “Fare Comune per Mioglia” ha appreso con sconcerto e preoccupazione che in data 29 giugno la prefettura di Savona ha chiesto al sindaco del nostra piccola comunità di ospitare ulteriori richiedenti asilo (in numero imprecisato ma senz’altro elevato) rispetto ai 6 già presenti in un edificio privato concesso in locazione dal 21 aprile alla cooperativa ‘Nigella Onlus’ di Niella Tanaro. Per prima cosa, desideriamo manifestare la nostra solidarietà all’amministrazione comunale, e la completa condivisione della posizione assunta nella circostanza dal nostro sindaco Simone Doglio: ‘Smentire ciò che pochi mesi fa era stato indicato e procedere con indiscriminate assegnazioni rappresenta uno schiaffo alle entità locali ed in particolar modo alle piccole realtà dell’entroterra’”. A dirlo è il capogruppo consiliare di minoranza di Mioglia, Gian Piero Borreani.

“Da parte nostra – scrive in una nota – aggiungiamo che il limite indicato dal bando riguardante i piccoli Comuni che non possono (per oggettiva mancanza di dipendenti e risorse da dedicare) aderire al cosiddetto sistema Sprar, è dettato dal buon senso e da precise considerazioni: se il limite è individuato in 6 persone per paesi sotto i 2.000 abitanti, a maggior ragione non dovrebbe essere superato nel caso di una popolazione attestata ad un quarto di tale cifra e composta per la maggior parte di anziani”.

“Sottolineiamo che il nostro gruppo consiliare non vuole sottrarsi alle responsabilità che una fase di così grave emergenza comporta – prosegue – Né pensiamo servano alcune clamorose dichiarazioni di alcuni sindaci e forze politiche, le quali, anche sul nostro territorio, sfruttano indegnamente i sentimenti di preoccupazione e di paura della popolazione, proponendo soluzioni irrealistiche per ottenere consenso a basso prezzo, e utilizzano spesso espressioni al limite del razzismo, facendo classicamente di ogni erba un fascio. Per costoro, le associazioni che si occupano dei migranti sono tutte corrotte ed i migranti sono, quando non potenziali delinquenti, persone non desiderose di inserirsi, ma solo di sfruttare le risorse del paese che li ospita”.

“Lungi da noi questa rappresentazione parossistica e distorta della realtà – ribadisce Borreani – Ma detto questo, a nostro parere, il rapporto con la cooperativa Nigella non è partito sotto i migliori auspici e tale realtà ha dunque oggettivo bisogno di accreditarsi presso il paese, dimostrando ‘buone prassi’ di gestione e di rapporto con la realtà locale (come è successo nel tempo ad un’altra realtà, ‘La Redancia’, ospitante persone con situazione di disagio mentale, oggi inserita senza eccessivi traumi nel contesto miogliese). Per ottenere questo, ed individuare nel tempo anche forme di vero inserimento dei migranti, l’ultima cosa di cui c’è bisogno sono ulteriori massicci arrivi”.

“Già in occasione della prima assegnazione, invitati da sindaco e giunta comunale all’incontro con i responsabili della cooperativa, avevamo loro sottolineato la scorrettezza di una richiesta d’incontro effettuata solo nell’imminenza dell’arrivo dei 6 richiedenti asilo, quando la struttura risultava già affittata da alcuni mesi, a completa insaputa dei miogliesi – racconta il consigliere – Nemmeno in quell’occasione la cooperativa Nigella aveva ritenuto di avvisare Comune e popolazione di aver affittato anche la ben più estesa struttura ricettiva a fianco dell’immobile locato, struttura della quale lo stesso proprietario aveva una decina di anni or sono iniziato la costruzione (usufruendo tra l’altro in allora, ci risulterebbe, di finanziamenti pubblici per finalità di rilancio turistico del paese) senza mai completare i lavori (la DIA risulta tuttora aperta e la struttura priva di alcuni servizi essenziali, tra cui gli allacci fognari)”.

“Evidentemente – sottolinea Borreani – l’evoluzione della situazione sbarchi verso una sempre maggiore emergenza, con flussi ormai senza controllo (denunciata recentemente anche dal Presidente del Consiglio Gentiloni, tra la sordità degli altri partner europei, era evidentemente ben nota e prevista da ‘Nigella Onlus’, la quale aveva provveduto per tempo a munirsi di ben altra potenzialità alloggiativa rispetto al limite. Anche se comprendiamo appieno l’esigenza pressante della Prefettura di reperire qualsivoglia nuova strutture per accogliere il fiume di persone che cerca speranza e rifugio nel nostro paese, non riteniamo giusto che per risolvere il problema si vadano a premiare realtà che sfruttano tali impellenti bisogni a fini speculativi, calpestando regole della convivenza civile nonché i regolamenti edilizi (e parliamo in prima istanza del locatore, prima che del locatario, sul quale per ora, pur con le riserve sopra avanzate, sospendiamo il giudizio). Senza contare i rischi che correrebbero gli stessi ospiti se ammassati in una struttura inidonea sotto il profilo della sicurezza e delle norme igienico/sanitarie”.

“Chiediamo perciò al Prefetto di Savona di desistere da ogni nuova assegnazione fino a quando la situazione edilizia dell’immobile non sarà in regolarizzata sotto ogni profilo, ma nel contempo di cercare in ogni modo soluzioni alternative a Mioglia che restino in quel ‘ragionevole’ rapporto abitanti/rifugiati indicato dal bando, o comunque non lo infrangano così pesantemente come sarebbe nel caso del nostro paese” conclude Borreani.

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