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Incidente mortale di Arnasco: resta in carcere il cugino della vittima

L'uomo secondo gli inquirenti era alla guida ed è risultato positivo ai cannabinoidi

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Arnasco. E’ stato interrogato sabato scorso dal gip Francesco Meloni il ventiseienne romeno, O.I.M., arrestato mercoledì scorso con l’accusa di omicidio stradale per la morte del cugino, il trentatreenne Liviu Ciocate. L’uomo, che è risultato positivo ai cannabinoidi e negativo per quanto riguarda il tasso alcolemico, per il momento resta in carcere. Davanti al giudice per le indagini preliminari si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Ssecondo l’accusa O.I.M. era alla guida del camioncino uscito di strada nella strada tra Arnasco e Cenesi. I carabinieri hanno accertato che i due cugini, residenti a Torino, si trovavano in Riviera per un breve periodo di vacanza ospiti del campeggio Versolmar di Cenesi.

Martedì sera, dopo aver trascorso la sera a svagarsi, stavano rientrando a casa a bordo di un autocarro Iveco: O.I.M ha perso il controllo del mezzo ed è uscito di strada, precipitando in un fossato per circa 6 metri. Nella carambola Liviu Ciocate è stato sbalzato fuori dall’abitacolo, un volo che si è rivelato fatale. Il ventiseienne invece è rimasto miracolosamente illeso: è riuscito ad uscire dal veicolo e ha inizialmente chiesto aiuto ad alcune delle abitazioni limitrofe per poi però allontanarsi dal luogo della tragedia prima dell’arrivo dei soccorsi.

La sua fuga è durata appunto poche ore visto che, mercoledì, i carabinieri di Villanova d’Albenga, insieme ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Alassio, lo hanno rintracciato. Dopo una ricerca durata tutta la notte, il giovane è stato fermato non appena ha fatto rientro al campeggio dove alloggiava. Sul suo corpo, numerosi graffi ed escoriazioni, presumibilmente causati dall’incidente e dalla successiva fuga nei boschi.

A quel punto, dopo aver informato il pubblico ministero di turno Vincenzo Carusi, per il giovane sono scattate le manette per omicidio stradale. A pesare è stata soprattutto la fuga subito dopo la morte del cugino. Al momento sono ancora in corso ulteriori accertamenti sulla dinamica dell’incidente: non è da escludere che le condizioni psicofisiche dell’autista possano aver causato lo schianto. Intanto è stata eseguita anche l’autopsia sulla vittima: il medico legale ha confermato che è morto per i gravi traumi da schiacciamento provocati dallo schianto.

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