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Fuga di “Johnny lo Zingaro”, il Sappe: “Fatto gravissimo, occorre potenziare i presidi di polizia”

"La sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli"

Cairo Montenotte. “Ce lo aspettavamo: l’uomo ieri mattina non si è presentato al lavoro alla scuola di polizia di Cairo Montenotte. Tecnicamente si tratta di evasione e questo non può che avere per lui gravi ripercussioni se non si costituisce al più presto”.

Così Vicente Santilli, segretario regionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, a proposito dell’evasione di Giuseppe Mastini, anche noto come “Johnny lo Zingaro”, il quale “nonostante il profilo criminale di spessore aveva ottenuto i permessi per il lavoro alla scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte, ma ieri sera alle 21.30 non è rientrato nel carcere di Fossano, dove era ristretto, facendo perdere le sue tracce”.

“L’uomo è noto alle cronache per una serie di furti, rapide ed un omicidio e fu condannato all’ergastolo nel 1989 in seguito a una serie di sparatorie e sequestri di persona effettuati a Roma. Fu anche indicato, anche se le prove non furono ritenute concrete, come possibile complice dell’omicidio dello scrittore Pier Paolo Pasolini. Era già accaduto nel febbraio 1987 che, sempre lui, evadesse dopo un permesso premio”.

Donato Capece, segretario generale del Sappe giudica la condotta del detenuto “un evento irresponsabile e gravissimo, per il quale sono già in corso le operazioni di polizia dei nostri agenti della penitenziaria finalizzare a catturare l’evaso. Nel corso dell’anno 2016 si sono verificate, nelle carceri italiane, 6 evasioni da istituti penitenziari, 34 evasioni da permessi premio, 23 da lavoro all’esterno, 14 da semilibertà e 37 mancati rientri di internati. Dati minimi, rispetto ai beneficiari. Questo non deve però inficiare l’istituto della concessione delle ammissioni al lavoro all’esterno dei permessi ai detenuti. Servirebbe, piuttosto, un potenziamento dell’impiego di personale di polizia penitenziaria nell’ambito dell’area penale esterna”.

“A nostro avviso è fondamentale potenziare i presidi di polizia sul territorio (anche negli uffici per l’esecuzione penale esterna), potenziamento assolutamente indispensabile per farsi carico dei controlli sull’esecuzione delle misure alternative alla detenzione, delle ammissioni al lavoro all’esterno, degli arresti domiciliari, dei permessi premio, sui trasporti dei detenuti e sul loro piantonamento in ospedale. E per farlo, servono nuove assunzioni nel corpo di polizia penitenziaria. La sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli e non può essere messa in condizione di difficoltà se non si assumono gli agenti di polizia penitenziaria”.

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