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Evasione di “Johnny lo Zingaro”, una donna dietro la fuga dell’ergastolano

Dal mancato rientro a Cairo fino alla stazione di Genova Brignole con un taxi, in seguito l'incontro con la complice

Cairo Montenotte. E’ sempre caccia all’uomo in tutta la Liguria e in tutta Italia a Giuseppe Mastini, alias Johnny lo Zingaro, l’ergastolano in fuga da venerdì scorso e che ha fatto perdere le proprie tracce a Genova, arrivato alla stazione di Brignole con un taxi.

Poi, stando alle ultime indiscrezioni investigative, la fuga da Genova, forse con un treno, forse in auto assieme ad una donna, una rumena che lo avrebbe aiutato nell’evasione, anche con i 400 euro che sono stati necessari per Johnny lo Zingaro per spostarsi da Fossano fino a Genova, senza mai arrivare alla scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte dove Giuseppe Mastini svolgeva alcuni lavori di manutenzione a seguito di un permesso di lavoro ottenuto nel corso della sua scarcerazione.

La donna rumena sarebbe quindi la complice che ha aiutato Johnny lo Zingaro nella sua fuga, una donna con la quale l’ergastolano avrebbe instaurato una relazione da alcuni mesi.

Gli inquirenti stanno indirizzando le loro ricerche in particolare verso la Francia, ma ad ora ogni ipotesi resta aperta e da parte degli investigatori vige il massimo riserbo sull’azione messa in atto per le ricerche del pericoloso criminale, con alle spalle una lunga scia di sangue, tra omicidi e rapine, e ancora droga, inseguimenti ed altre evasioni dal carcere.

Naturalmente la fuga di uno dei criminali più pericolosi in circolazione non ha mancato di suscitare polemiche: nella scuola cairese parlano di lui come una persona tranquilla, che in questi mesi non ha mai dato alcun problema. Numerosi i reati a carico dell’uomo, finito anche nell’inchiesta per la morte di Pasolini.

Figlio di giostrai lombardi di etnia sinti, Mastini si trasferì a Roma con i genitori all’età di dieci anni, risiedendo in una roulotte e occupandosi della gestione delle giostre. Iniziò a frequentare la criminalità giovanile del Tiburtino distinguendosi già a 11 anni per un furto e una sparatoria con la Polizia che lo lasciò claudicante. A lui sono dedicati anche un film e una canzone.

Ai tempi del suo primo omicidio Johnny Lo zingaro aveva 14 anni – si legge nella pagina Una vita da social della Polizia di Stato che ha postato foto da condividere – La vittima era Vittorio Bigi, manovale dell’Atac che gli diede un passaggio e morì con un colpo di pistola in testa. Mastini finì in carcere ancora ragazzo per aver ucciso un tranviere. Dal penitenziario evase due volte: prima da quello di Casal del Marmo, poi da quello dell’isola di Pianosa.

Nell’ estate del 1983 fu arrestato di nuovo, dopo una sparatoria con la polizia. Quattro anni più tardi ottenne una licenza premio per buona condotta. Fu proprio durante questa licenza, nel febbraio 1987, che Mastini fu protagonista di sanguinose scorribande che si conclusero con la cattura anche della sua compagna. In questo periodo,che impegnò le forze di polizia in una vera e propria caccia all’uomo, Mastini rubò diverse auto, rapinò benzinai, sequestrò una ragazza, Silvia Leonardi, sparò contro una pattuglia di agenti, uccidendo la guardia Michele Giraldi, ferì un brigadiere dei carabinieri, Bruno Nolfi. Venne catturato nelle campagne di Mentana, ormai circondato da agenti e carabinieri.

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