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Dà in escandescenze mentre è ai domiciliari, arrivano i militari e lui esce di casa: condannato per evasione

L'uomo ha spiegato che non si voleva allontanare, ma era convinto che in strada ci fosse qualcuno che voleva fotografarlo ed è uscito per affrontarlo

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Albenga. Lo scorso 19 luglio era finito in manette ad Albenga con l’accusa di evasione dai domiciliari, resistenza a pubblico ufficiale e lancio di oggetti pericolosi dal balcone. Questa mattina, per quell’episodio, un quarantasettenne, G.C., è stato condannato a otto mesi e 20 giorni di reclusione e 60 euro di ammenda con il rito abbreviato (il pm aveva chiesto un anno e 4 mesi).

L’evasione dell’uomo,di fatto, era avvenuta mentre aveva i carabinieri in casa. I militari, indatti, erano stati allertati perché, complice qualche bicchiere di troppo, G.C. aveva iniziato a dare in escandescenze all’interno del suo appartamento. All’arrivo della pattuglia l’uomo aveva aperto la porta e la situazione sembrava destinata a tornare sotto controllo. Invece il quarantasettenne, in preda alla rabbia, aveva finito per lanciare alcuni dal balcone e, in quella circostanza, aveva notato alcune persone sotto la sua finestra. Pensando che una di loro lo stesse fotografando, aveva pensato bene di scendere in strada per un chiarimento. Prima che i carabinieri potessero fermarlo era quindi uscito di casa finendo per essere arrestato per evasione (anche se non si era allontanato dal suo condominio, ma si era fermato a discutere con il presunto “fotografo”). Inoltre, a causa degli spintoni contro gli uomini dell’Arma, gli era stato contestato anche il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Accuse per le quali il difensore dell’uomo, l’avvocato Lorenzo Corridori, questa mattina aveva chiesto l’assoluzione del suo assistito. In particolare in riferimento all’evasione il legale ha sostenuto che non ci fossero i presupposti per contestarla vista la presenza dei militari al momento dell’uscita dall’abitazione, mentre per la resistenza aveva invocato la scriminante speciale dell’aver reagito ad atti arbitrari (nello specifico l’arresto per un reato che, secondo la difesa, non era stato commesso). L’avvocato Corridori ha già annunciato che impugnerà il verdetto in Appello.

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