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“Deliria de profundis”: a Loano la presentazione dei racconti di Silvio Carrara Sutour

Appuntamento nell’Arena Estiva Giardino del Principe alle ore 18

Loano. Domani a Loano si svolgerà un nuovo incontro della sesta edizione della rassegna I Martedì della Cultura organizzata dall’assessorato al turismo, cultura e sport del Comune di Loano in collaborazione con Dimensione Eventi e Mondadori Bookstore Loano. Nell’Arena Estiva Giardino del Principe, alle ore 18.00, il pubblico incontrerà l’autore Silvio Carrara Sutour che presenterà “Deliria de profundis” (Luna Nera, 2017).

“Deliria de profundis” è una raccolta di racconti fantastici, rappresentazioni di sensazioni, episodi di vita vissuta, rielaborazione di antichi testi sacri, miti e sogni. Tale eterogenea miscellanea di appunti stratificati, sedimentati, rivisti e corretti, ha preso una forma via via più organica fino al prodotto finale, una narrazione visionaria della realtà, vista in una prospettiva di delirio individuale e collettivo. Le storie viaggiano tra il reale e l’immaginario, intendono rappresentare il terrore e la decadenza come parte dell’uomo e del suo quotidiano travaglio; si dipanano o nei luoghi dove l’autore è nato e tuttora vive (la Riviera Ligure di ponente e l’entroterra), cui talvolta lo stesso muta i nomi con criteri etimologici, o in luoghi immaginari.

A condurre l’incontro sarà Graziella Frasca Gallo. Oltre all’autore sarà presente Carmine Valendino, presidente dell’Associazione “LunaNera”. La presentazione sarà accompagnata dall’esecuzione di brani musicali a cura del Maestro Roberto Sinito. I ricavati delle vendite dei libri saranno devoluti in beneficenza all’Associazione Artemisia Gentileschi.

Si legge nella presentazione del libro: “Se l’autore dovesse riassumere in una frase gli scritti raccolti nel libro, affermerebbe: l’orrore è sempre con noi e la nostra autentica intima essenza è delirio e angoscia, giacché è verso il vuoto che come ombre camminiamo. Il vero orrore non è cioè quello delle opere letterarie o cinematografiche, che rappresentano per immagini, parole e simboli i pensieri umani, ma quello della vita reale, il pendolo che oscilla tra il dolore e la noia di Schopenhauer. È un orrore reale e percepibile, in cui poco spazio è lasciato al soprannaturale e molto al quotidiano, all’inconscio, all’onirico. Si possono trovare in un simile contesto la pena e l’umana pietas, non l’ottimismo.
L’autore non nasconde le influenze su di lui esercitate sia da filosofi come Nietzsche, Schopenhauer e il mai abbastanza adorato Leopardi dello Zibaldone, sia da narratori come Poe e Lovecraft, sia da poeti come (ancora) Leopardi, Milton e Wordsworth. Spesso citazioni esplicite tratte da opere dei predetti o di altri sintetizzano la chiave di un racconto, il messaggio ad esso sotteso. Il titolo del libro rende infine omaggio a Thomas De Quincey, autore di Suspiria de profundis, brano di Confessioni di un oppiomane”.

“Silvio Carrara Sutour ha dedicato il libro alla moglie Monica, che, vincendo con grande pazienza e pervicacia la forte ritrosia di lui, ha ritenuto gli amari divertimenti elaborati su carta meritevoli di interesse e lo ha convinto a pubblicarli, trovando terreno fertile nella piccola ma dotta casa editrice LunaNera. Un ringraziamento l’autore riserva alla propria famiglia, da cui ha imparato ad accostare qualunque testo senza pregiudizi e a pensare in modo critico e soprattutto libero”.

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