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Dalla Lista Civica dei Pietresi una mozione sull’asilo “L’ape birichina”: “Cambiare le modalità di pagamento”

E' stata presentata da Nicola Seppone,

Pietra Ligure. La modifica delle modalità di pagamento rette dell’asilo nido comunale “L’ape birichina”. E’ questo l’oggetto della mozione presentata da Nicola Seppone, consigliere comunale di minoranza della “Lista civica dei Pietresi” alla maggioranza del sindaco Dario Valeriani.

“Con la delibera numero 62 dell’ottobre 2014 – ricorda Seppone – Il Comune di Pietra Ligure ha approvato la stipula del protocollo d’intesa fra l’azienda ospedaliera Santa Corona, l’azienda Mamberto Viaggi di Borgio Verezzi e il Consorzio Regionale Servizi Sociali di Genova, per la realizzazione di un asilo nido inter-aziendale sul territorio del Comune di Pietra Ligure, sito in via Oberdan, e destinato ad ospitare 40 bambini dai 3 mesi ai 36 mesi. A distanza di sei anni dalla sottoscrizione del sopra citato protocollo d’intesa, poi, è stato autorizzato l’ampliamento della capacità ricettiva della struttura e, a seguito dei lavori realizzati, si è passati da un numero di 40 ad un numero di 50 bambini, compresi fra i 3 mesi e i 3 anni. Il 2 marzo 2015 la giunta comunale, su proposta del Comitato di Sorveglianza, ha approvato l’integrazione del piano tariffario con l’aggiunta di un nuovo abbonamento di 35 ore settimanali. L’11 aprile 2016 la giunta ha informato il consiglio comunale della comunicazione ricevuta dal Consorzio Regionale dei Servizi Sociali avente ad oggetto un aumento dell’uno per cento dell’Iva (previsto dalla Legge di Stabilità 2016) a carico degli utenti che usufruiscono dei servizi dell’asilo nido. Con la delibera numeri 43, quindi, si è proceduto ad approvare la modifica delle rette di frequenza, adeguandosi al dettato normativo”.

“Tuttavia occorre fare una precisazione relativamente all’abbonamento di 18 ore settimanali: nella precedente versione del piano tariffario, la retta ammontava a 239 euro. Con la delibera n. 43 del 2016, quindi, viene approvata la nuova tariffa pari a 253 euro. Il nuovo importo si rivela nettamente sproporzionato rispetto alla previsione di aumento dell’Iva pari all’uno per cento, così come previsto dalla Legge di Stabilità. In verità, la quantificazione esatta della nuova retta avrebbe dovuto ammontare a circa 241 euro. Ciò evidenzia un aumento apparentemente ingiustificato della nuova retta.

“Il 4 luglio 2016 sono state approvate le nuove rette di frequenza per la nuova sezione sperimentale interaziendale di scuola dell’infanzia. L’apertura della sezione avveniva a seguito della proposta formulata dal Consorzio Regionale Servizi Sociali. Il provvedimento prevedeva l’ampliamento e l’apertura, in via sperimentale, nei locali del nido di infanzia ‘L’ape Birichina’ di una scuola dell’infanzia interaziendale per un numero massimo di 12 bambini. L’avvio della nuova sezione si era reso necessario a causa dell’impossibilità di accogliere tutte le iscrizioni alla scuola dell’infanzia dei bambini residenti, ciò per effetto della chiusura del centro bambini ‘Pane e Marmellata’, dell’asilo ‘Giroquadro’ e della scuola dell’Infanzia gestita dalle Suore Domenicane. A queste chiusure va aggiunta anche la dismissione della sezione comunale della scuola dell’infanzia ‘Z. Martini’ nell’anno scolastico 2016/2017”.

Prosegue Seppone: Il 29 dicembre 2016 la giunta ha preso atto della modifica delle rette di frequenza per l’asilo nido interaziendale ‘L’ape birichina’. Dalla deliberazione si evince che il calo delle domande di iscrizione all’asilo nido scaturiva dalla situazione di crisi economica generale e dalle difficoltà lavorative di molti genitori. Per queste ragioni, il comitato di gestione ha ritenuto opportuno rivedere le tariffe di frequenza all’asilo nido, accorpando in tre abbonamenti orari, comprensivi di Iva, le fasce di frequenza alla struttura, riducendo il costo complessivo della retta a carico dei genitori. Attraverso la delibera numero 194, quindi, si passa da una tariffazione basata sui ‘pacchetti orari’ ad una incentrata sulle ‘fasce orarie’. Quest’ultime, peraltro, entreranno effettivamente in vigore nel mese di agosto di quest’anno. Per quanto riguarda il nuovo pacchetto tariffario, se da un lato possiamo apprezzare un effettivo risparmio economico per i genitori, lo stesso apprezzamento non può essere fatto per quanto riguarda l’elasticità del nuovo sistema. Infatti, a differenza di quello che avveniva con il piano precedente (a pacchetti di ore), oggi il genitore deve scegliere un abbonamento basato su orari ben precisi che vanno fino alle 13.30, dalle 12.30 alle 17 oppure un abbonamento fino alle 15.30 e infine un abbonamento fino alle 17. Il metodo di tariffazione precedente, invece, attraverso i pacchetti di ore, prevedeva una migliore distribuzione degli orari, assecondando le reali necessità lavorative dei genitori e consentendo in questo modo una maggiore elasticità organizzativa”.

“La richiesta che viene fatta, quindi, è quella di ritornare all’utilizzo del sistema tariffario basato sui ‘pacchetti di ore’, conservando, nell’adozione del provvedimento, la previsione della riduzione della retta a carico dei genitori. In aggiunta a ciò va precisato anche un ulteriore punto con riferimento al protocollo d’intesa di cui la delibera numero 62 dell’8 ottobre 2004. L’articolo 1 del protocollo precisa: ‘Si concorda altresì che dopo 5 anni dall’inizio dell’attività di nido, verrà determinato un affitto che terrà conto delle finalità sociali ed un rimborso delle utenze che verrà corrisposto all’Ente gestore del Comune di Pietra Ligure previa approvazione da parte del Comitato di Sorveglianza’. Stando alla lettera del protocollo, quindi, dall’anno 2009, l’Ente gestore avrebbe dovuto corrispondere al Comune di Pietra Ligure un affitto per la messa a disposizione dei locali. Questo affitto, quindi, è stato effettivamente corrisposto? E se sì, attraverso quali modalità? Ultimo ma non ultimo, ancora un importante aspetto con riferimento ai buoni pasto. Quest’ultimi vengono a costare a ciascun genitore 4 euro e ciò risulta essere eccessivamente oneroso. In particolare ci si domanda se, e attraverso quali modalità, il Comune partecipi con una quota alla definizione dell’importo”.

Per tutti questi motivi, Seppone chiede al consiglio comunale di impegnare la giunta comunale “all’immediato ritorno alla tariffazione basata sui ‘pacchetti a ore’ in sostituzione della nuova modalità (prevista dall’ultima delibera numero 194 del 2016) a ‘fasce orarie’; alla verifica del corretto adempimento del protocollo d’intesa con particolare riferimento all’articolo 1, dove viene prevista la corresponsione di un affitto per l’utilizzo dei locali messi a disposizione all’Ente gestore dal Comune di Pietra Ligure, trascorsi i 5 anni dalla stipula dello stesso protocollo; alla riduzione del costo dei buoni pasto tenendo conto del contributo partecipativo da parte del Comune”.

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