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Caso Ata, il Pd: “Azienda senza prospettive dopo un anno di gestione fallimentare”

Battaglia e Pasquali: "Per salvaguardare i lavoratori e per avere un servizio degno servono competenze e responsabilità di chi amministra la città ora”

Savona. Non si placano le polemiche delle minoranze consiliari di Savona a proposito della riunione della prima commissione convocata per oggi e durante la quale si sarebbe dovuto discutere del piano industriale di Ata spa (almeno secondo l’ordine del giorno inviato a tutti i partecipanti).

Dopo il Movimento 5 Stelle, che aveva chiesto la cancellazione della seduta odierna in quanto “il piano industriale non è ancora stato definito”, ora ad attaccare l’amministrazione comunale e anche la società partecipata sono anche il capogruppo del Pd, Cristina Battaglia, e il segretario locale, Barbara Pasquali.

“La prima notizia sulla commissione convocata per discutere del piano industriale di Ata è che il piano industriale non c’è (o se c’è non lo si può presentare) – spiegano i due esponenti Dem – Quello che c’è sono delle linee guida senza numeri, senza una vera prospettiva industriale dell’azienda, senza riferimento alcuno ad un piano di sviluppo e di consolidamento dell’azienda (investimenti, partnership, differenziata, riorganizzazione del servizio, ecc.)”.

“Se la città è sempre più sporca lo si deve ai cittadini savonesi incivili e quelli dei Comuni limitrofi che buttano la ‘rumenta’ nei cassonetti di Savona (oltre che ai proprietari di cani, ovviamente). Questa è la posizione dei vertici di Ata e dell’amministrazione comunale. Nessuna responsabilità del Comune che, però, annuncia una revisione del servizio (speriamo con conseguente miglioramento), ma solo nell’autunno”.

Come anticipato dall’Ad di Ata, Matteo Debenedetti, oggi in commissione è stato presentato “un estratto” che conteneva “le linee guida alla base del piano”. Un documento che non ha soddisfatto Battaglia e Pasquali: “La cosa davvero preoccupante è che il documento presentato lascia intuire (a specifiche domande non è stato possibile avere risposte da parte del Comune e di Ata) come punti principali del piano industriale e cioè: riduzione costi del personale (in che modo? In che quantità? Con quali conseguenze sul servizio? Silenzio) e aumento delle tariffe dei parcheggi pubblici e per i residenti (entità degli aumenti? In che tempi? Silenzio anche su questo). Quello che è apparso chiaro è che il piano di risanamento del debito ha come unico strumento la vendita dei parcheggi delle Fornaci. Se tutto il resto sia davvero segreto o semplicemente non vi sia alcuna strategia lo capiremo nelle prossime settimane”.

“Nel frattempo chi pagherà di un anno di gestione totalmente inefficiente e fallimentare (sia sotto il profilo politico che amministrativo) saranno i lavoratori (riduzione dei costi del personale diretto) e i cittadini savonesi (aumenti delle tariffe dei parcheggi). E intanto la città che, con l’amministrazione Caprioglio avrebbe dovuto diventare più pulita, turistica, innovativa e addirittura ‘smart’, si ritrova degradata e sporca (in centro come nei quartieri)”.

“E’ inaccettabile che dopo un anno, l’unico argomento rimanga quello delle responsabilità passate: come detto, siamo disponibilissimi ad affrontare seriamente questo tema (è la maggioranza che non ha voluto istituire una fra le mille commissioni proposte, non certo il Pd che anzi, su questo tema ha portato tutto il consiglio a votare una mozione unanime). Ma per salvaguardare i lavoratori e per avere un servizio degno di questo nome servono competenze e responsabilità di chi amministra la città ora”, concludono Battaglia e Pasquali.

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