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“Caprioglio invita le scuole a far studiare le Foibe”, ma lei nega: “Era solo una comunicazione di servizio”

Nel mirino una presunta lettera inviata all'ufficio scolastico provinciale: "In realtà trasmettevamo un odg approvato dal consiglio sul Giorno del Ricordo"

Savona.” È perlomeno singolare l’invito rivolto dal sindaco Caprioglio alle Scuole savonesi perché inseriscano nei programmi anche lo studio delle Foibe. Non solo perché non rientra nelle pur numerose competenze del primo cittadino, ma perché la scuola savonese è sempre stata particolarmente attenta ai valori della memoria storica e, soprattutto dalle date istitutive del Giorno del Ricordo e della Giornata della Memoria, ha contribuito attivamente alla preparazione degli studenti anche su quei temi dolorosi”.

E’ la critica al sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio, che arriva dalla consigliera di “Noi per Savona” Daniela Pongiglione. Il “caso” nasce da una notizia diffusa in mattinata secondo la quale il primo cittadino avrebbe scritto una lettera all’ufficio scolastico provinciale per chiedere appunto che venga inserito nei programmi scolastici lo studio delle Foibe. “E non possiamo sinceramente condividere l’invito a rifarsi alla Giunta Alemanno – conclude Pongiglione – che anziché essere presa ad esempio, dovrebbe (questa sì) essere oggetto di una damnatio memoriae”.

Una ricostruzione, però, che Caprioglio nega senza mezzi termini. “Questa mattina, con una certa sorpresa, ho scoperto che avrei scritto una lettera alle scuole del territorio per invitarle a far studiare le Foibe ai ragazzi. Spiace apprendere come, a Savona, anche le comunicazioni di ufficio e gli atti dovuti, relativi all’attività dell’ente comunale, si trasformino in ‘casi’ e diventino oggetto di strumentalizzazioni e polemiche politiche, basandosi su una realtà distorta. Molto semplicemente: un ordine del giorno del Consiglio Comunale sulle iniziative per il ‘Giorno del Ricordo’ del 12 giugno scorso, proposto dalla maggioranza e approvato da tutti i presenti – PD compreso! – e con un solo voto contrario (Marco Ravera), è stato trasmesso dal Comune a tutti gli interessati, comprese le autorità scolastiche”.

“Un gesto dovuto – sostiene Caprioglio – all’insegna della trasparenza, per informare, come da prassi per tutti gli atti licenziati dal Consiglio che coinvolgono altri enti. Non mi sono mai permessa di scrivere lettere alle scuole del territorio comunale per entrare nel merito dello studio di argomenti storici in particolare, né dell’insegnamento in generale. Nessuna ingerenza da parte dell’amministrazione comunale nel programma delle scuole. Da anni collaboro con gli istituti scolastici di Savona e di tutta Italia per portare avanti la cultura del rispetto e mai mi permetterei di effettuare intrusioni nell’attività formativa e scolastica”.

“Così non si fa un buon servizio ai cittadini – tuona il sindaco – La realtà è differente. Se gli organi di stampa avessero interpellato me o gli uffici, avrebbero potuto comprendere la natura dell’atto. E mi stupisce che le consigliere comunali Pasquali e Battaglia, le stesse che hanno votato favorevolmente all’ordine del giorno in questione, oggi si dichiarino indignate per un atto dovuto, trasferito dagli uffici alle istituzioni. La prossima volta, prima di fare brutte figure, ci permettiamo di suggerire loro di informarsi sui documenti che commentano, prima di esprimere giudizi su fatti totalmente infondati”.

“Non sappiamo se si tratti di disarmante superficialità o di bieca strumentalizzazione: in entrambi i casi, è preoccupante – conclude Caprioglio – Con tutti i problemi che stiamo affrontando a Savona, trovo non sia intellettualmente onesto che si montino ad arte polemiche mediatiche e politiche interamente basate sul nulla”.

Punzecchiature a cui Cristina Battaglia ha prontamente replicato: “La sindaco Caprioglio si indigna perché, interpellate sulla questione delle Foibe, io e la consigliera Pasquali abbiamo osato dare la nostra opinione. E rivendica trasparenza e solerzia. La invitiamo (senza strumentalizzazione alcuna) ad essere altrettanto solerte e trasparente nel trasmetterci il piano industriale di ATA, altrimenti ci rimarrà il dubbio che la sindaco tenti in tutti i modi di far parlare d’altro che non sia la totale inadeguatezza di questa amministrazione. Di questo passo ad agosto inizieremo ad occuparsi delle luminarie di Natale…”.

Commenti

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  1. Scritto da ANTONIO MANTERO

    Bene, facciamo studiare le foibe nelle scuole. Ma anche i tantissimi episodi di atrocità commessi in provincia dai fascisti e dai nazisti. I giovani probabilmente non sanno chi sia ad esempio il boia di Albenga, un sadico con la divisa nazifascista che torturò ed uccise decine di patrioti albenganesi e, come molti suoi simili, morì sereno nel suo letto senza aver pagato per i suoi crimini. Anzi, passò direttamente nel “dimenticatoio” della storia, come il famoso armadi girato contro il muro della procura militare di Roma, in cui si trovavano i fascicoli giudiziari delle più atroci abominie del nazifascismo italiano.